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Giovedì, 2 Febbraio 2023
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Alluvione, due anni dopo: cittadini e imprese “sommersi” dal silenzio della “pessima amministrazione”

La bomba d’acqua aveva colpito alcuni comuni della provincia con danni a privati e attività commerciali, il comitato: “Ancora c’è chi deve smaltire il materiale alluvionato, le istituzioni tacciono”

Silenzio. Dopo il clamore delle ore immediatamente successive alla bomba d’acqua che l’8 giugno del 2020 colpì alcuni comuni della provincia di Terni (Amelia, Acquasparta, Avigliano Umbro e Montecastrilli) a due anni di distanza da quei fatti, cittadini e imprese devono ancora ricevere un centesimo come risarcimento dei danni subito. E c’è pure chi deve smaltire il materiale alluvionato, facendosi carico di una spesa che oscilla fra i due e i tremila euro. “Oltre il danno – spiega il comitato gruppo alluvione – anche la beffa”.

Ad essere colpite in maniera particolare furono le aree industriali e artigianali di Avigliano Umbro (zona Rena) e di Montecastrilli (la frazione di Castel dell’Aquila): “Dopo 24 mesi – ricostruisce il comitato - nonostante lettere, pec, stime danni inviate a tutte le istituzioni (Comuni, Provincia, Regione, consorzio Tevere-Nera), videoconferenze con il presidente della seconda commissione, Valerio Mancini, vari contatti con personaggi delle istituzioni locali, ancora ripetiamo, in 24 mesi non abbiamo ricevuto alcuna risposta, né verbale, né scritta”. Nessuna risposta neanche al legale che da circa un anno segue le sorti di cittadini e imprenditori della zona.

Il 10 novembre 2021, durante la seduta della seconda commissione del consiglio regionale, “ci era stato garantito che sarebbe stata messa a bilancio per l’anno corrente (il 2022) una spesa da destinare ad aziende e privati colpiti dall’alluvione ed era stato suggerito alle amministrazioni comunali interessate di venirci incontro con una sospensione/riduzione delle tasse comunali. Silenzio. Crediamo che siano stati superati tutti i limiti di pessima amministrazione, poiché le istituzioni tacciono. Ma non viene sempre affermato/sbandierato che le stesse istituzioni sono vicine ai cittadini, alle attività produttive, soprattutto nelle calamità?! No, non è vero”, attacca amaramente il comitato.

“Nel nostro caso, nessuno si è degnato di fare qualcosa, nessuno ha risposto ai nostri appelli. Ancora c’è chi deve smaltire il materiale alluvionato per un costo da sostenere di 2/3 mila euro. Dopo il danno, anche la beffa. E continuiamo a pagare Imu, Tasi, Tari, tassa Tevere-Nera: illustri amministratori e politici, avrete il coraggio di venire a presentarvi alle prossime elezioni (2023) a ripromettere vicinanza?”.

“Noi, nonostante la vostra assenza, siamo qui e vi aspettiamo. Anzi no, non vi scomodate – annunciano - Saremo noi a raggiungervi a breve con una manifestazione in Regione, Provincia, Comuni e Tevere-Nera. Siamo in tanti e stufi di questo silenzio”.

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