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Domenica, 22 Maggio 2022
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Anche l’acqua è a peso d’oro: bollette da record a Terni, ma un litro su due si perde per strada

I dati dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva: la spesa media in città è di 586 euro l’anno, più di Perugia e della media nazionale. La dispersione idrica è al 52 per cento

Nella lunga e odiosa lista degli aumenti che stanno ormai segnando questo 2022, non poteva mancare la bolletta dell’acqua. Più alta rispetto all’anno precedente e che viene segnata da un altro “odioso” elemento: la metà dell’oro blu immesso nelle condutture idriche, si perde per strada.

Ad analizzare la situazione a Terni, in Umbria e nel resto d’Italia è stato l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che ha monitorato lo stato del servizio idrico in tutto il Paese ipotizzando tariffe di una famiglia tipo composta da tre persone.

Secondo lo studio dell’associazione, la cifra media spesa nel 2021 da una famiglia umbra per la bolletta idrica è di 559 euro (460 euro è la media nazionale) con un aumento del 3,3% rispetto al 2020. Più nel dettaglio, nel cuore verde d’Italia si va dai 586 euro di Terni – che dunque conquista questo poco ambito podio - ai 531 euro di Perugia. La variazione della spesa nel 2021 a Terni è stata del +2,3% mentre a Perugia del +4,4%.

A livello nazionale, Frosinone resta in testa alla classifica dei capoluoghi di provincia più cari con una spesa media a famiglia di 847 euro, mentre Milano conquista la palma di capoluogo più economico con 162 euro, seguita da Trento con 163 euro. Gli incrementi più elevati si registrano a Savona, Matera e Potenza: per tutte e tre le città la variazione all’insù è del 13,5%.  La regione in cui si rileva la spesa media più bassa è il Molise (183 euro), quella con la spesa più elevata è la Toscana (729 euro, +2,7%.).

“Con un uso più consapevole e razionale di acqua, che abbiamo quantizzato in 150 metri cubi invece di 192 l’anno – spiega Cittadinanzattiva - una famiglia umbra risparmierebbe 139 euro l’anno”.

Capitolo a parte meritano i dati relativi alla dispersione idrica: in riferimento ai soli capoluoghi di provincia italiani, emerge che a livello nazionale viene disperso il 36% dell’acqua immessa, con evidenti differenze fra le singole regioni e anche fra i singoli capoluoghi della stessa Regione. In Umbria, ad esempio, si passa dal 52% di Terni al quasi 36% di Perugia. Sempre in tema di dispersione idrica, nel 2020 ad ogni ternano sono stati fatturati in media 120 litri al giorno a fronte di una perdita – appunto - del 52%.

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