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Venerdì, 1 Luglio 2022
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Caos Ztl, tutti spaccati e un solo punto di accordo: servono più controlli

Audizione delle associazioni di categoria, da Confcommmercio a Confindustria. Regole da rivedere ma l'assessore Fatale prende tempo: "Consigli preziosi, stiamo ascoltando tutti"- L'INTERVISTA

Ztl tra confusione e spaccature, con l’unico punto di accordo che riguarda i controlli che andrebbero intensificati. Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Confindustria Umbria a confronto con la prima commissione consiliare. Ennesimo step in merito alla zona a traffico limitato, sul piatto del dibattito i problemi del commercio, il caos soste e le zone pedonali del centro cittadino. Presente l’assessore al Commercio Stefano Fatale che su eventuali tempistiche di gestione non si sbilancia: ci sono anche da ascoltare i comitati dei cittadini. 

Insomma, non sarà questione breve. Sono le stesse associazioni di categoria a riferire circa l’essenza di un’unica visione anche all’interno dei commercianti: chi vorrebbe un’apertura notturna della Ztl, specie per una questione di sicurezza, chi al contrario punta sul ‘lasciare tutto com’è’. La situazione però, è stato ribadito, è cambiata rispetto al passato. A prendere la parola per primo è stato Mauro Franceschini di Confartigianato Imprese Terni: “La nostra associazione – dice - ha sempre avuto una posizione estremamente critica nei confronti della Ztl, invece negli ultimi anni la posizione è cambiata e ciò ci ha portato a raccogliere le voci di uno spaccato d’imprese. C’è stato un sondaggio attraverso un questionario: il risultato è stato contrastante e ha creato un fronte sulla possibilità di riapertura della Zt. Gli schieramenti si equivalgono”. 

Confusione, ha spiegato, c’è sulla gestione operativa della Ztl e dell’area pedonale: “Non c’è percezione di separazione netta – puntualizza – anche per una serie di soste ‘selvagge’ senza dunque un reale controllo sugli accessi all’interno della Zlt. Inoltre i parcheggi di attestamento sono utilizzati solo in parte. Tutto ciò porta il timore che un’apertura, seppur non totale, e il non controllo possa generare una condizione di anarchia”. Dopo di lui è stata la volta di Confcommercio con Fabrizio Fucile e Maria Bruna Fabbri: “I nostri associati sono divisi a metà sulla possibilità di riapertura parziale. Il commercio sta risentendo molto di una crisi che viene da lontano: dal nostro punto di vista andrebbe rivista totalmente la situazione, in special modo per la questione accessi in zona centrale. E vale anche per le sosta in Zlt o area pedonale”. Gli operatori più giovani, hanno spiegato, sono meno propensi all’apertura della Ztl. Dubbi sulla sperimentazione: mentre occorre una riflessione più attenta sulla sosta, anche a pagamento, e i parcheggi di attestamento: “Si possono valutare delle fasce orario per lo shopping da agevolare in termini di accessibilità creando delle condizioni di vantaggio economico”.

Daniele Stellati di Confesercenti: “Sono dieci anni che va avanti questa discussione: è dura fare marcia indietro e riproporre una riapertura. Sarebbe da ottimizzare l’interno della Ztl, come la sosta e l’accesso alle diverse aree. Agli operatori interessa che le persone vengano al centro e possano fare una passeggiata gradevole più che un ingresso sconsiderato o difficoltoso a livello veicolare. Nei periodi di grande shopping però si potrebbero ridurre le tariffe nei parcheggi di prossimità o, in alcuni casi, si potrebbe pensare a una apertura di alcune tratti della Ztl”.

Le industrie invece se la devono vedere con la questione del ‘carico e scarico’ merci. Su questo è intervenuto Andrea Dominici di Confindustria Umbria: “Le aziende ci segnalano che alcune sono ‘costrette’ a spacchettare i viaggi con furgoni di tonnellaggio minore alle 3,5: ci invitano a riflettere sul fatto che l’aumento del peso per ogni singolo passaggio risolverebbe il problema di frequenza dei viaggi e le emissioni. Inoltre c’è mancato coordinamento tra gli orari di apertura e quelli di carico/scarico dei vettori: ciò può comportare un rischio di permanenza prolungata con tanto di multa”. Fatale e il presidente della commissione Leonardo Bordoni non si sbilanciano: “Stiamo facendo più audizioni e al termine ci sarà una sintesi, c’è sempre stato un confronto continuo. Non credo che si debba parlare di commercio in crisi: va riequilibrato e rafforzato rispetto a ciò che avviene nel mondo moderno”, dice Fatale. “E’ evidente – aggiunge Bordoni - che non c’è linea univoca da parte delle associazioni. L’eccessivo numero di permessi è oggettivo, ma non può prescindere dalla regolamentazione: c’è bisogno di fare un’analisi corretta ed eventualmente proporre la modifica o la revisione del regolamento”. Tempi lunghi insomma.
 

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