Capodanno a Terni, l’evento ‘L’anno che verrà’ su Rai 1 scatena la bagarre: “Meglio valorizzare altri luoghi simbolo della città”

Le preoccupazioni dei sindacati e la risposta di Ast. Infine la presa di posizione del capogruppo del Movimento Cinque Stelle Federico Pasculli in attesa che l’evento venga ufficializzato

foto tratta da facebook

Un appuntamento classico che, molto probabilmente, avrà una risonanza ancora più elevata. ‘L’anno che verrà’ o meglio l’evento di capodanno su Rai 1 anche a causa dell’emergenza sanitaria, potrebbe coagulare l’interesse un numero superiore di italiani, incollati alla tv, in attesa di festeggiare la mezzanotte. Il programma televisivo fa seguito al messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed è pronto a spegnere le diciotto candeline. Ha infatti debuttato a Rimini nel 2003/2004 per poi toccare altre località come Courmayeur, Maratea, Potenza e Matera. Ora, con tutta probabilità, si accinge a varcare i confini dell’Umbria approdando a Terni.

Costi dell’operazione e bagarre

L’operazione Capodanno coinvolge Rai-Ast-comune e Regione. Poiché l’iniziativa si potrebbe svolgere all’interno di Acciai Speciali Terni, i sindacali territoriali hanno mostrato tutta la loro preoccupazione: “L’evento, sentito indubbiamente come importante per la città e la regione, potrebbe portare a ripercussioni negative sull’impatto della pandemia che vede già 28 lavoratori contagiati e 4 guarigioni. L'iniziativa vedrebbe l'ingresso di circa 1.000 persone dentro la fabbrica con gli impianti in marcia e le restrizioni che i lavoratori devono subire a causa del Coronavirus”.

Ai timori delle sigle sindacali si è aggiunto Federico Pasculli, Movimento Cinque Stelle, che ha mostrato le proprie perplessità : “Un capodanno all'Ast da 500mila euro, finanziato da comune di Terni, Regione Umbria e altri, per dare lustro ad un sito privato, come se fosse ancora oggi quella sola l'immagine che identifica un'intera cittadina. Non si sceglie di valorizzare quindi il territorio, la Cascata delle Marmore, Carsulae, Piediluco, Studios di Papigno, San Valentino che sono patrimoni veri e inscindibili del territorio e che forse ne avrebbero più bisogno, ma si procede a senso unico”

“Nulla da togliere ad Ast – afferma Pasculli - anche se di realtà industriali ce ne sono molteplici ed in situazioni davvero critiche che forse gioverebbero di simile attenzione, Treofan e Sangemini tra le altre, ma è ovvio che il processo di innovazione e di rivoluzione è fermo al palo a logiche che sottostanno più a dinamiche conservative e di interesse che al vero cambiamento. Anche qui la decisione non è passata in alcuna commissione o consiglio, continua così l'ennesima marcia del non cambiamento all'insegna del partito unico al comando, che sceglie più per sé che per i cittadini”.

L’intervento di Acciai Speciali Terni

Alle preoccupazioni delle organizzazioni sindacali ha risposto Acciai Speciali Terni con una nota: “La comunicazione delle organizzazioni sindacali, in merito allo svolgimento del concerto di Capodanno di Rai uno all’interno dello stabilimento di viale Brin, evidenzia due motivi di preoccupazione. Il primo riguarda la tutela della salute dei lavoratori in questa fase di pandemia. A questo proposito – affermano da Ast - vale la pena ricordare che l’evento si svolgerà in un’area completamente all’aperto ma, soprattutto, che Ast sia stata una delle prime aziende in Italia a mettere in atto un rigido protocollo a tutela della salute dei lavoratori, ancora prima che la pandemia assumesse quelle caratteristiche che hanno imposto un lungo periodo di lockdown la scorsa primavera. È del tutto evidente che questo continuerà ad essere un nostro preciso impegno: oggi, a Capodanno e nel futuro. Qualunque iniziativa verrà intrapresa all’interno della nostra azienda, sarà portata avanti nel rispetto di tutte le regole previste a tutela della salute. Il secondo motivo di preoccupazione delle organizzazioni sindacali riguarda l’ipotetica presenza di mille persone, numero che al momento non è stato mai ipotizzato, mai discusso e mai deciso”.

Riflessione a margine

Al di là delle preoccupazioni, comprensibili, dei sindacati in questa fase piuttosto delicata o della location designata ci sono due benefici enormi da dover sottolineare. In primo luogo, se davvero ‘L’anno che verrà’ si svolgerà a Terni come sembra, potrebbe portare un gettito di visibilità enorme a tutto il capoluogo. Un gigantesco contenitore di musica, spettacolo, ospiti che si susseguiranno veicolando anche il brand del territorio. Secondariamente gli effetti positivi a favore dell’indotto, soprattutto per le strutture ricettive enormemente penalizzate da questa fase delicata. Senza dimenticare, lo abbiamo evidenziato già, un numero maggiore di italiani incollati alla tv ad attendere la mezzanotte. Un brindisi virtuale con Amadeus e gli altri protagonisti dell’evento.

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