Il Capodanno a bocca asciutta, una lezione per il futuro della città di Terni

Eventi ed iniziative per festeggiare insieme l’ultimo dell’anno in tutti i comuni più importanti della regione: da Perugia, a Spoleto per passare a Foligno ed Orvieto

Terni

A bocca asciutta con doverosa premessa. Che nel centro cittadino non ci sarebbe stato alcun evento pubblico e gratuito era notorio già da tempo. I concerti, soprattutto di una certa portata, costano e le risorse vanno trovate. Se non ci sono risorse è impossibile poter pensare di organizzare qualcosa di bello ed attrattivo. Tutto giusto ed arcinoto come è chiaro che non si possono ascrivere particolari responsabilità specifiche dato che, alla fine, si troverebbero sempre delle giustificazioni più o meno condivisibili.

Il dato inconfutabile, al di là di ogni singola considerazione è il seguente: zero eventi pubblici a Terni la notte di Capodanno. Orvieto, Foligno, Spoleto, Perugia per citare alcuni comuni della nostra regione. Ognuno di essi aveva il proprio concerto, il dj set, l’appuntamento in piazza per condividere insieme l’ultimo giorno dell’anno. Terni è rimasta a bocca asciutta. Ritornano in mente l’esibizione di Max Gazzè in una piazza gremita e festante per la Notte Bianca, le iniziative natalizie ancora presenti. Dalle luminarie ai videomapping: suggestioni apprezzate le quali hanno lasciato un segno positivo tra grandi e piccini. Ciò che è fatto bene è doveroso segnalarlo, anzi promuoverlo nei limiti del possibile, si parla sempre della nostra città.

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Vedere un centro desolatamente vuoto e privo di ogni singola (anche piccola) iniziativa ha fatto e fa male. Fa male ora che si tornati alla vita routinaria confrontandosi con i piccoli grandi problemi di ogni giorno. Il Capodanno è un momento per staccare la spina, festeggiare, condividere ed anche gioire per quanto si possa fare. Ecco perché era doveroso provarci. Ci hanno pensato i locali della movida a movimentare il centro, ma probabilmente anche gli esercenti, se supportati con manifestazioni collaterali, ne avrebbero ulteriormente beneficiato. Che sia una lezione per il futuro perché non fare nulla è sempre peggio di fare poco o comunque qualcosa. Ce lo insegnano i comuni limitrofi.

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