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Centro sociale Matteotti, scatta la petizione per salvarlo

E' l'unico ad essere rimasto senza sede dopo il bando del Comune. Si cerca di correre ai ripari

Che il Centro sociale Matteotti abbia delle responsabilità è riconosciuto dagli stessi referenti, ma ora si cerca di fare il possibile perché il punto di ritrovo per anziani del quartiere non sia costretto a chiudere, con danni non solo a livello sociale, ma anche di gestione di spazi pubblici che hanno bisogno di manutenzione per poter essere fruibili.

Il bando

Dopo il bando del Comune per l'assegnazione delle sedi per i centri anziani, infatti, sono state 8 le domande presentate, tra cui quella del Matteotti. Il Centro è stato escluso per problemi legati ad uno scoperto relativo ai canoni di concessioni pregressi, pur avendo riportato nella documentazione di partecipazione al bando di non essere in condizione di morosità verso il Comune di Terni.

Considerando l'importanza del centro per il territorio, però, si sta cercando di trovare una soluzione: “Abbiamo intenzione di presentare domanda di riammissione – dice la presidente Chantal Mechelli – ma senza fare una lotta con il Comune. Speriamo di poter trovare un accordo bonario, considerando i vari aspetti legati a questa vicenda”.

I contributi

Se è vero che il Matteotti non ha versato al Comune quanto doveva, è anche vero che il Comune non avrebbe versato al Centro il contributo previsto per la manutenzione del parco per un importo di circa 4mila euro, riferito agli anni 2016 e 2017, cifra rientrata nel passivo del Comune dopo il dissesto e quindi ora in mano all'OSL.

“Purtroppo non abbiamo potuto ricevere il contributo per gli anni 2013, 2014 e 2015 perché non abbiamo potuto produrre la ricevuta elettronica richiesta. Abbiamo comunque continuato a prenderci cura del parco, perché teniamo molto al decoro dell'area”.

Parco Matteotti-2
E infatti, ancora oggi, nonostante la comunicazione dell'esclusione, i volontari continuano a tagliare l'erba – l'ultimo intervento è terminato l'altro ieri - anche in vista di una manifestazione in programma con le scuole per il 4 giugno. Proprio in questa occasione, sarà lanciata una petizione da allegare alla domanda di riammissione in graduatoria.
Per presentare questa domanda, continua la presidente, “abbiamo già versato metà di quanto dovuto al Comune, 2.500 euro, e ci adopereremo per saldare il resto appena ci sarà possibile. Speriamo di poter trovare l'accordo, considerando che la sede non si trova in condizioni ottimali: la caldaia è rotta e ci sono delle infiltrazioni quando piove, quindi riteniamo che sia improbabile che qualcun altro voglia questo spazio, per il quale sarebbero necessari interventi significativi. Vorremmo che questo centro, che è un riferimento per il quartiere, non sparisse...noi cerchiamo di reagire positivamente e speriamo che tutto si possa risolvere per il meglio”.

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