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Servizi pubblici, la Cgil in conferenza: “Tante criticità da risolvere”

Dibattito tra dirigenti e delegati della sigla sindacale per le diverse questioni aperte su Terni: “Sistema degli appalti spinto sempre più alla riduzione dei costi”

Sistema degli appalti, mancanza di concorsi pubblici e servizi educativi comunali. Queste le tre principali criticità indicate dalla Funzione Pubblica della Cgil, riunita in Conferenza di Organizzazione. Al tavolo una quarantina di persone tra dirigenti e delegati. Tra i temi trattati una particolare attenzione è stata dedicata alla difesa del Servizio Pubblico, e dei servizi resi ai cittadini.

“Il sistema degli appalti - si legge nella nota Cgil - ormai sempre più spinto alla riduzione dei costi, genera ricadute negative non solo per i lavoratori privati che vedono ridursi posti di lavoro, orari e competenze ma anche ai lavoratori della sanità che a parità di organico devono sopperire a tali riduzioni, tralasciando il lavoro di assistenza e cura. L’attacco al servizio pubblico è sempre più devastante, in sanità mancano concorsi pubblici per personale del comparto e dirigenti medici, per questo si stanno perdendo competenze e professionalità. Emblematico all’azienda ospedaliera il caso della Cardiochiurugia. A distanza di anni dal pensionamento del primario questa struttura continua a operare con facenti funzioni, ottimi professionisti che quotidianamente esprimono il loro impegno e le loro competenze. Professionisti che di fronte alla mancanza di scelte in loco troveranno altri luoghi ove svolgere il proprio lavoro. E’ solo una disattenzione? Oppure un disegno strategico per togliere ai ternani questa disciplina? Così come il Day Surgery che nel 2019 aveva svolto circa 3500 interventi di media e bassa complessità, nonostante le continue rassicurazioni della direzione, è ancora chiuso”.

“Non cambia certo musica in Usl Umbria 2 con ospedali ridotti ai minimi termini, come Amelia e Orvieto, liste di attese lunghissime, mancanza di personale e una direzione che ignora le molteplici richieste di confronto avanzate dalle organizzazioni sindacali, un atteggiamento vergognoso non solo nei confronti del sindacato, ma soprattutto dei cittadini che sono i veri proprietari di queste aziende. Che dire poi dell’attacco ai servizi educativi comunali, sempre considerati un fiore all’ occhiello della città, oggi in stato di agitazione per diritti negati, riduzione dei salari, peggioramento dei servizi, il tutto mentre si utilizzano fondi pubblici per favorire l’accesso alle strutture private per l’infanzia”.

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