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foto di repertorio

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Emergenza cinghiali in città, arriva l’ordinanza: “Due le zone individuate per la cattura”. Gli interventi previsti

Il dibattimento in seconda commissione consiliare alla presenza dell’assessore Giovanna Scarcia: “La pulizia dei terreni oltre al posizionamento delle gabbie”

Urgenza e contingibilità. L’assessore Giovanna Scarcia è intervenuta nel corso della riunione della seduta della seconda commissione consiliare, sollecitata dall’atto di indirizzo presentato da Michele Rossi sul fenomeno della presenza dei cinghiali in aree urbane che “seppur si stia attenuando” come ha affermato il capogruppo di Terni Civica, è comunque da monitorare, anche in previsione futura.  

“Il primo cittadino può avere un potere, seppur limitato, per il fatto che si tratta di aree urbane, rispetto alla competenza della Regione in materia. Abbiamo dunque sollecitato il tavolo interistituzionale convocato dal viceprefetto. Ci sono state diverse riunioni, a cui ha fatto seguito un’attività di sopralluogo. I soggetti interessati sono stati questura, carabinieri, forestali, Regione Umbria, Usl Umbria 2, Atc 3 ed anche ferrovie dello Stato”.

“Il sopralluogo è stato fatto lo scorso 18 gennaio – ricorda l’assessore – e sono stati individuati quattro siti differenti ritenuti idonei alla cattura. Ne sono stati scelti due. Nello specifico il primo dove insiste un chiusino di cattura, zona Piedimonte, accanto ad una proprietà privata. È sicuro e controllabile. Il secondo si trova nella zona adiacente alla caserma dei vigili del fuoco, è di competenza delle ferrovie dello Stato. Inoltre è fortemente frequentato dai cinghiali, dunque reputato idoneo. Verranno a breve posizionate delle gabbie, da Atc3, le quali serviranno alla cattura di questi esemplari. Laddove non sia possibile catturarli, dovranno essere abbattuti”.

L’assessore Scarcia annuncia l’arrivo dell’ordinanza specifica: “Dall’individuazione delle zone, alla pulizia dei terreni interessati, soprattutto dove insistono dei rovi e posizionamento di gabbie/trappole”. Una ulteriore possibile posizione per allontanarli: “L’utilizzo di mangimi disabituanti. Una delle misure che può essere consentita in aree limitate, ad esempio una zona pertinenziale”.  

Il consigliere Marco Cozza, a riguardo, spiega tale fenomeno: “Con l’arrivo della buona stagione, la tendenza ad occupare le zone urbane si riduce. Due le motivazioni: l’aumento di cibo silvestre e la riduzione della pressione predatoria. Il cinghiale si rende conto della condizione di pericolo e sa scegliere come muoversi. La pulizia riduce la possibilità di nascondersi. Nella zona periferica della città infatti insistono dei rovi dove i cinghiali hanno trovato riparo. Obbligare i proprietari terreni privati a rendere puliti gli stessi potrebbe essere una buona soluzione”. La presidente Rita Pepegna aggiunto: “La pulizia è molto importante poiché si impedisce al cinghiale di nascondersi”. Infine Alessandro Gentiletti sottolineato: “E’ stato necessario un atto di indirizzo per richiamare l’attenzione”.

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