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Giovedì, 1 Dicembre 2022
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Commercio a Terni: “La città tra le più performanti in Italia per la movida. Occorre dialogo tra i distretti commerciali”

Il punto di vista di Sergio Sabatini della Fisascat Cisl: “Serve un confronto tra politica, associazioni e organizzazioni sindacali per rivitalizzare il cuore pulsante della città”

Una progressiva ripresa, dopo le ferie estive. La città torna a ravvivarsi, in queste battute finali di agosto ed il fermento appare evidente, soprattutto in alcune ore della giornata. Se da una parte i residenti stanno progressivamente ripopolando Terni, dall’altra ci si chiede cosa si possa fare per rendere appetibili e spendibili le vie e le piazze del cuore pulsante del capoluogo. In tal senso, la risposta è concentrata nel weekend tra il 17 e 18 settembre con Umbria Jazz Weekend che si suddividerà il centro del palcoscenico con la Notte Bianca dello Sport. Naturalmente, grazie al lavoro svolto dalle varie associazioni, non mancheranno eventi ed iniziative le quali consentiranno di movimentare ulteriormente le serate di fine estate.

In tutto questo contesto, la domanda da porre è altamente connessa. Che tipo di beneficio è possibile generare per il commercio? La situazione, in centro, è stata analizzata da Sergio Sabatini, di Fisascat Cisl, intervenuto alla nostra redazione di www.ternitoday.it: “A causa della crisi ormai perdurante la città non è stata mai del tutto vuota. La differenza, è lampante rispetto ai primi anni del ventunesimo secolo. Ora, terminato il periodo di ferragosto, si nota una maggiore vivacità. Occorre pertanto verificare quanto possa influire per restituire un minimo di riequilibrio ed affluenza ai negozi del centro. Tale animosità è maggiormente percepibile per la movida, rispetto ai locali ‘classici’ aperti durante la giornata.”

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Una riflessione: “A cavallo tra la fine degli anni 90 e l’inizio del nuovo secolo la zona di Terni era considerata uno dei centri commerciali a cielo aperto più importanti. Purtroppo questa tendenza è andata progressivamente scemando. Pertanto ciò che era considerata una calamita per il Comuni limitrofi poi ha perso la propria spendibilità. Dovremmo ripartire tutti insieme organizzando dei tavoli tecnici di confronto con le forze politiche, associazioni di categoria e naturalmente noi delle organizzazioni sindacali, per ridare un impulso al comparto”.

Le criticità: “Tra le varie zone del centro è riscontrabile una differenza di iniziative. Ciò che manca è un confronto serio tra i commercianti, poiché – seppur comprensibilmente - ognuno pensa a ravvivare la propria via. Creare una sorta di dialogo per rivitalizzare un’area di metri quadri ben più estesa. Le iniziative ci sono ma occorre continuità, soprattutto nei periodi di festa, nei weekend e nei momenti in cui ci si può godere qualche ora di svago. Dunque servirebbe un dialogo tra i vari distretti commerciali. Ragionare come un centro allargato che possa coinvolgere anche le vie di prossimità, ovvero quelle che consentono di raggiungerlo”.

Ulteriore problematica riscontrata da Sergio Sabatini: “Alcuni negozi storici sono stati sostituiti da attività meno attrattive. Pertanto manca omogeneità, sotto il profilo del richiamo per le singole vie. La differenza è evidente a distanza di pochi metri. Anche la tipologia di locale fa la differenza, in una singola strada. Inoltre può capitare che non ci sia ricambio generazionale, all’interno della medesima gestione e si è costretti ad interrompere il proprio percorso commerciale. A mio avviso – afferma l’esponete della Fisascat Cisl – si potrebbe ripartire dalle iniziative culturali, alcune di queste che raccontano il territorio, la storia della città, invogliando anche i giovani a riconsiderare l’ampia zona come un punto focale di Terni”.

Cosa valorizzare: “La volontà e la caparbietà dei negozianti di resistere e tenere duro. Tutte le parti interessate dovrebbero investire su questo tesoretto così importante per il territorio. Molte attività infatti creano lavoro ed occupazione. Tuttavia- la precisazione di Sabatini – deve trattarsi di buon lavoro o lavoro sano. In questo caso però si dovrebbe aprire un dibattito a sé stante”.

Focus movida per concludere: “Da un’indagine recente pubblicata - a livello nazionale - risulta che Terni sia, in base al numero degli abitanti, una delle città più performanti d’Italia. Non è un caso infatti che le ultime nuove aperture riguardano principalmente ristoranti, bar, locali che possono rientrare in tali dinamiche. Il problema – chiosa Sabatini – riguarda le ore diurne dove ci si dovrebbe preoccupare di rivitalizzare il centro e cercare anche degli spunti innovativi”.

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