Concorso “beffa”, il sogno della divisa diventa un incubo per decine di aspiranti poliziotti umbri

La speranza di un posto nella polizia di Stato e poi i requisiti che cambiano e la graduatoria che si blocca. “Ma noi continuiamo ad allenarci sperando che ci chiamino per le prove fisico-attitudinali”

Marco risponde al telefono mentre sta facendo jogging. “Nonostante tutto, continuiamo ad allenarci per le prove fisiche”. Ma intanto, il sogno di indossare la divisa della polizia di Stato è diventato un incubo di burocrazia, graduatorie che si bloccano, requisiti che cambiano e carte bollate.

Marco, Diego, Alessandra: sono solo alcune delle 439 persone – tra cui decine di umbri – “condannate dallo scorrimento della graduatoria del concorso 893 allievi agenti della polizia di Stato”.

Il procedimento amministrativo per l’assunzione di 1.148 agenti di pubblica sicurezza (839 posti erano riservati ai civili) prende il via lo scorso 13 marzo sulla base del concorso bandito il 26 maggio del 2017. Tra i primi requisiti richiesti c’è di non avere superato i 30 anni di età e il possesso del titolo di studio, ossia la licenzia di scuola media inferiore.

A concorso fatto, però, le regole cambiano: il limite di età si abbassa a 26 anni e il titolo di studio si alza al diploma di istruzione di scuola secondaria di secondo grado. A questo punto, comincia la battaglia legale. Con in mano una “cautelare monocratica” da parte del Tribunale amministrativo del Lazio, “numerosi candidati del primo scorrimento con punteggio compreso tra 9,500 e 8,875 sono riusciti a sostenere le prove psico-fisiche-attitudinali e quindi ad ottenere lo status di idoneo con riserva, attendendo la sola chiamata per il corso di formazione”.

“Un ulteriore corposo gruppo di ragazzi, di 439 persone, di cui faccio parte, in seguito ad ulteriore scorrimento avvenuto il 7 giugno 2019 per chi aveva ottenuto un punteggio compreso tra 8,750 e 8,250 e con tre giudizi cautelari a nostro favore da parte del Tar, ad oggi sta ancora aspettando una chiamata per sostenere le prove psico-fisiche-attitudinali e ottenere lo status di idoneo con riserva. Siamo stati trattati diversamente rispetto a coloro che hanno iniziato il corso di formazione o che, quanto meno, abbiano potuto ottemperare il loro iter concorsuale, nonostante fossero over 26 come noi. Sono quattro mesi e mezzo che attendiamo la chiamata a visita dalle varie questure di appartenenza”.

Non solo stiamo subendo l’ingiustizia dell’età, ma si sta verificando una clamorosa disparità nei criteri di selezione. Dal punteggio 9,500 al 8,250, credo che tutti abbiamo lo stesso percorso giuridico che ci vede incostituzionalmente fuori per l’età. Ci siamo, pertanto, tutti tutelati ottenendo un parere favorevole dal Tar del Lazio, noi addirittura attraverso tre sentenze favorevoli. Come mai una parte è andata a visita con la sola monocratica e noi altri no? Crediamo a questo punto che neanche i primi dovevano andare a visita, dato che anche noi siamo ufficializzati, come detto più volte, con il decreto del capo della polizia di Stato Franco Gabrielli. Meritiamo di avere lo stesso trattamento”.

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Abbiamo dei saldi valori in cui crediamo: onestà, equità e sacrificio. E crediamo che grazie al nostro sudore ed al nostro impegno meritiamo di poter concludere anche noi il nostro iter concorsuale, in modo da ottenere questa tanto desiderata idoneità così da poter indossare questa tanto desiderata divisa della polizia di Stato, che ci rappresenta, di cui ci sentiamo degni, talché sappiamo che indossarla è qualcosa che va al di là di tutto. Siamo spinti dalla passione che parecchi di noi nutrono anche grazie ai nostri genitori già servitori dello Stato, spinti anche dal sacrifico che stiamo facendo, continuando a lottare per ottenere una chiamata a visita, dal sudore dei nostri allenamenti per passare le prove fisiche, anche se spesso ci viene detto di abbandonare il sogno. Siamo certi che un giorno, non molto lontano, avremo la divisa della polizia di Stato per servire il nostro Stato, la nostra bandiera, per dare voce alla nostra vocazione ed essere degli umili agenti al servizio dei cittadini italiani”.

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