Quando la didattica a distanza è per i piccolissimi: “I Nidi? Un riferimento essenziale per le famiglie”

Le educatrici hanno iniziato subito a programmare attività mandando video con letture, canzoncine e tutorial per mantenere vivo il contatto

Quando si pensa alla didattica a distanza, ci si immagina subito bambini e ragazzi alle prese con pc, tablet, cellulare e libri di scuola. Come sanno bene le famiglie, però, ad essere rimasti a casa dopo la chiusura di scuole e servizi educativi, ci sono anche i piccolissimi: un piccolo “esercito” di under 3 abituato a frequentare il Nido e per il quale è stato necessario reinventare una quotidianità.

Un compito di certo non facile toccato praticamente a tutte le educatrici dei servizi cittadini e alle famiglie dei bimbi, tra le difficoltà del caso e tanto entusiasmo. A raccontare questa esperienza inedita sono le educatrici della Cooperativa Sociale Actl che si sono reinventate, hanno cercato di tradurre le parole in immagini per arrivare in modo più immediato ai bambini e alle bambine, sono diventate esperte assemblatrici di video e foto, hanno continuato a dare indicazioni preziose alle famiglie per accompagnare le varie fasi di crescita dei bimbi, come togliere il ciuccio, il pannolino, come far mangiare con le posate, come gestire le emozioni contrastanti dei bimbi.

“Arrivati quasi alla fine di un periodo che ci ha costretti a tenere in sospeso le nostre vite - racconta l'educatrice Laura Pompili -, risulta ormai chiaro a tutti quanto i Servizi per l’infanzia abbiano una funzione propriamente educativa e non di semplice custodia. Si è, evidenziato come rappresentino un riferimento essenziale e significativo per le famiglie”. 
Le educatrici e la coordinatrice pedagogica dei servizi per l'infanzia di CoopSociale Actl impegnate nei nidi Children Enjoy, La Valle dei bimbi, Giocheria del mandorlo, il Giardino dei Sogni, e le educatrici che operano nei servizi comunali come Pollicino, sin dalla  chiusura dei servizi, “hanno prontamente pianificato e programmato  attività per le famiglie ed i bambini,  mandando video delle letture preferite e delle canzoncine quotidiane, suggerendo attività e proponendo tutorial, con l’obiettivo di garantire vicinanza reale ed affettiva e sostegno alle famiglie, riadattate a volte con difficoltà ad  nuova condizione”.

Nulla potrà però mai sostituire il contatto diretto con i bambini: “Nessun monitor però – continua Laura a nome di tutte le sue colleghe - potrà mai rendere giustizia al lavoro di un 'educatrice, che non è di certo un lavoro che si può fare da casa. E’ una professione che richiede il contatto fisico, lo sguardo che si incontra, l'abbraccio che consola, la coccola...l'educatrice è colei che ti accoglie al mattino con un sorriso e si interessa di come è andata la notte, è colei che ti vede arrivare in lacrime e sa come consolarti finché non ti passa, è colei che si prende cura di te anche mentre ti cambia il pannolino perché sa quale è la grande valenza educativa di quel momento. 
Un'educatrice sa anche accogliere le ansie e le paure dei genitori, senza giudicarli, anzi facendo squadra con loro, è colei che si emoziona per i primi passi, le prime parole, i primi traguardi.

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Il Nido è, in sintesi, il primo luogo dove impari ad aspettare, a confrontarti, a dare ed avere, a dire ed ascoltare, a condividere... Si gettano qui le basi più autentiche per ciò che si diverrà poi da adulti.
E ultimo, ma non ultimo, il nido ha costituito  negli anni anche un'ancora di salvezza importantissima per le famiglie più fragili, lontane  dalla didattica a distanza e dalla possibilità di fruire di un servizio educativo di qualità.
Proprio il tema della povertà educativa infatti aveva portato negli anni a trasformare i servizi in modo da dare a tutti le stesse possibilità. Per tutti questi motivi sarebbe importantissimo avere la possibilità di riaprire in sicurezza anche le attività educative dei piccolissimi...e noi ancora vogliamo continuare a crederci!”.

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