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Venerdì, 21 Gennaio 2022
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Coronavirus, il punto della Tesei: “Via allo scenario 5, non ci saranno ospedali solo Covid”

La governatrice presenta in Regione l’aggiornamento sulla situazione pandemica: “Siamo nella quinta ondata, Umbria reagisce bene”.

“Stiamo predisponendo lo scenario 5 per gli ospedali, ma nessuna struttura sarà solo Covid. Siamo nella quinta ondata ma l’Umbria è considerata tra le regioni più sicure”. La governatrice dell’Umbria Donatella Tesei martedì mattina ha aggiornato il consiglio regionale sulla situazione pandemica. Diversi i temi analizzati. 
“Come sapete siamo nella quinta ondata, caratterizzata – ha detto la presidente - da una elevatissima diffusività del virus ma con bassa percentuale di aggravamento. C’è comunque un impatto rilevante sugli ospedali con l’incremento di casi positivi che ha raggiunto in pochi giorni quota 35mila. Questa è diversa dalle altre quattro ondate, con 216 ricoverati di cui solo 11 in terapia intensiva. Con quasi raggiunti 3,1 milioni di tamponi, di cui mezzo milione in soli 20 giorni, siamo fra le regioni che fanno più tamponi. Gestire tutto questo vi dà l’idea dello sforzo organizzativo e logistico effettuato durante il periodo natalizio, che per noi non è stato di vacanza. Siamo fra le Regioni bianche e a più basso numero di ospedalizzazioni, siamo tra le regioni considerate più sicure, anche se le possibili evoluzioni potrebbero modificare la situazione attuale. Siamo l’ottava regione per quanto riguarda i vaccini e settima per terze dosi, a oltre il 40 per cento, più della media nazionale. Quando si governa per la prima volta durante una pandemia di questa portata l'errore può anche esserci, ma i dati dicono che siamo tra le migliori regioni ad aver risposto a questa quinta ondata. Il picco, come dicono gli esperti, potrebbe arrivare fra due o tre settimane, un picco di ricoveri unito all’incognita della riapertura delle scuole. Dovremo essere pronti con la risposta ospedaliera e le cure domiciliari. Il commissario per l’emergenza covid sta dando il via allo scenario 5, che prevede una risposta ospedaliera che vede coinvolti Pantalla e Spoleto, e il rafforzamento fino a 294 posti covid, il 15 per cento della rete. Non ci saranno ospedali solo dedicati al covid, non saranno chiusi pronto soccorso e saranno riconsiderate le prestazioni chirurgiche. Sulle liste di attesa c’è già stata la riduzione dalle 230mila richieste a 70mila, dopo la nostra azione. Superata la quinta ondata continueremo questa guerra alle liste di attesa. Per rispondere al picco di contagi dovremo potenziare le Usca, le cure domiciliari e l’assistenza a domicilio. Stiamo predisponendo lo scenario 6, che prevede 400 posti. Dobbiamo proteggere il nostro personale sanitario, che rischia di ammalarsi vista la diffusività di omicron. L’Umbria resterà fra le regioni sicure, tutti verranno curati qui. Sulla riduzione dell’impatto covid su socialità ed economia, l’Umbria sta procedendo meglio della media nazionale”.
Alla presidente ha replicato in Aula il portavoce delle opposizioni, Fabio Paparelli (Pd): “Sono stati commessi errori gravi, non c’è il personale necessario, i tracciamenti sono storia del passato, durante il periodo natalizio abbiamo assistito a un ‘fai da te’, ieri a Città di Castello sei ore di fila per fare un tampone. Nella prima fase avete alzato bandiera bianca, le esperienze precedenti non vi hanno insegnato nulla, non sono stati recuperati gli errori fatti dal punto di vista delle assunzioni, abbiamo perso la capacità di fare tamponi molecolari, gli antigenici portano falsi positivi e negativi, è stata persa la capacità di tracciamento, la capacità di svolgere funzioni ordinarie. La presidente fa promesse sulle liste d’attesa, ma il piano fatto da noi nel 2019 è stato abbandonato. Si sapeva di omicron ma nelle prime settimane siamo stati fermi e le assunzioni non fatte hanno avuto il loro peso, come il non utilizzo di strutture come la ‘ex milizia’ a Terni, attrezzata per accogliere malati covid che avrebbe potuto liberare l’ospedale ternano. Non avete fatto tutto il possibile, si poteva fare molto di più, correggendo gli errori invece di fare polemica politica. I dati dicono che sono state spese ingenti risorse in campagne di promozione turistica in un periodo in cui era inutile farle. Portiamo a casa 4 milioni di presenze ma erano 6,2 nel 2019, con un meno 86 per cento di turisti americani, meno 33 di presenze turistiche, non un successo. Basta con la bufala del nuovo piano sanitario. Non c’è un piano in grado di affrontare le problematiche cui oggi ci troviamo di fronte. In piena pandemia abbiamo un piano che ci riporta indietro di anni: è sbagliato citare la digitalizzazione mentre si propone un dimezzamento dei distretti. Avevamo buone perfomance, abbiamo è vero la popolazione più anziana e dobbiamo concentrarvi le nostre azioni. La Neuropsichiatria infantile è totalmente abbandonata. Potevamo fare di più. Per quanto riguarda le risorse del Pnrr non ce n’è traccia sul piano sanitario, non c’è l’ospedale di Terni, abbiamo chiuso la Sanità pubblica, le chirurgie, manca la copertura degli orari, un rapporto con l’Università, che poteva dare una grossa mano. Inviterei a essere più seri, a fare comunicazioni meno generiche, a riprendere una collaborazione per passare da considerazioni generiche a qualcosa di più rispetto a quanto fatto. Si può sbagliare, questa è una bestia mai conosciuta prima, ma servirebbe anche riconoscere gli errori e correggere il tiro. Ci pare chi non stia accadendo”.
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