Emergenza casa, 500 famiglie in attesa di un alloggio popolare

Oltre il 35% degli alloggi in città è assegnato da più di vent’anni e ospita in media 1,9 utenti. Filipponi (Pd): rinnovare subito la commissione per l’edilizia residenziale

Un condominio

Il fatto che nell’ultimo anno a Terni il numero degli sfratti sia diminuito in maniera considerevole (sia nel numero dei provvedimenti emessi – 190 nel 2017, il 9,95% in meno rispetto al 2016 – sia di quelli eseguiti – 129, il 16,77% in meno, fonte ministero dell’interno) non significa che l’emergenza abitativa abbia voltato pagina per dirigersi verso una rapida soluzione. Anzi. La piaga di cerca disperatamente un alloggio è più dolorosa che mai. E rischia di incancrenirsi a causa di evidenti paradossi.

Lista d’attesa

Anzitutto, quante sono le famiglie che aspettano di poter avere le chiavi di un alloggio popolare? In lista d’attesa nella città di Terni ci sono 500 famiglie, parte di un gruppo ben più corposo che a livello regionale tocca quota 2.600 (almeno altre 800 famiglie sono in lista d’attesa a Perugia, le altre sono sparse nei diversi comuni dell’Umbria). Al dato ufficiale si deve aggiungere qualche altra cifra, che si compone mettendo in colonna tutti quelli che dal bando sono stati esclusi, chi non c’è rientrato o ancora chi ha un reddito troppo alto per un alloggio a canone sociale ma troppo basso per stare sul mercato. L’effetto moltiplicatore diventa dirompente, tanto da trasformare l’Umbria nella quinta regione in Italia in tema di emergenza abitativa.

Case (im)popolari

Questo non soltanto perché i fondi da destinare ai piani operativi per l’edilizia residenziale pubblica sono piuttosto limitati (la legge 80 ha permesso comunque all’Ater, azienda territoriale per l’edilizia residenziale, di ristrutturare un centinaio di alloggi su Terni, rendendoli fruibili e riducendo così di un terzo il numero di case non assegnate) ma anche perché le assegnazioni sono ‘ingessate’ su situazioni che, almeno sulla carta, potrebbero sembrare piuttosto diverse rispetto alla situazione di origine. Succede ad esempio che il 35% degli oltre 2.000 alloggi presenti in città è assegnato da un tempo compreso tra 21 e 40 anni e l’8,5% è assegnato da oltre 40 anni. Col risultato che la media per ogni alloggio è di 1,9 utenti anche se una casa su 4 – di quelle assegnate – ha una superficie compresa tra 75 e 95 metri quadrati.

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Il dibattito

E attenzione rispetto alla emergenza casa viene sollecitata dal rieletto consigliere comunale del Pd, Francesco Filipponi, che ritiene “sia necessario subito dopo le prime sedute del consiglio comunale dedicate agli adempimenti formali, discutere del rinnovo della commissione per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Ci sono centinaia di domande ancora da vagliare, a partire dai richiedenti che hanno dichiarato un punteggio pari a dodici punti. Nel frattempo purtroppo, essendo trascorsi molti mesi dalla pubblicazione delle graduatorie e dalla chiusura dei termini per le domande, ci sono tante famiglie in attesa, alcune delle quali in grande difficoltà”. Non c’è dunque da aspettare oltre. Piuttosto, “durante il lasso di tempo necessario per procedere al rinnovo – propone Filipponi - nel caso di sfratti esecutivi in corso, per nuclei famigliari presenti in graduatoria, previa verifica, si potrebbe utilizzare lo strumento dell’emergenza abitativa. Auspico che su questo tema possano prestare le necessarie attenzioni anche gli altri gruppi consigliari, al fine di dare risposte concrete ai tanti cittadini coinvolti”.

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