Emergenza Covid, chieste al Governo misure economiche urgenti per aiutare i Comuni in dissesto come Terni

La senatrice leghista Valeria Alessandrini, dopo la lettera del sindaco Latini a Conte, ha depositato un'interrogazione al ministro dell'Interno per chiedere interventi mirati per Comuni in stato di dissesto finanziario

Dopo la lettera inviata a Giuseppe Conte dal sindaco di Terni, Leonardo Latini, per chiedere di aiutare i Comuni in dissesto economico come Terni ad allentare, in questo momento di emergenza sanitaria, i lacci derivati per l’appunto dal dissesto per far muovere gli amministratori più liberamente su incentivi e agevolazioni ai cittadini, ora la questione arriva sui banchi del Senato.

La senatrice della Lega, Valeria Alessandrini, ha depositato un’interrogazione al ministro dell’interno per chiedere interventi mirati per Comuni in stato di dissesto finanziario, come quello di Terni.

“La pandemia – si legge nel testo - sta mettendo a dura prova la tenuta del sistema sanitario nazionale. Le misure restrittive resesi necessarie per contrastarne e contenerne gli effetti stanno avendo un impatto devastante sul sistema economico nazionale, stimato dal Fondo monetario internazionale in un calo di 9 punti percentuali di Pil per il 2020. Il sostanziale blocco delle attività produttive sta, inoltre, incidendo in maniera profonda anche sulla tenuta economico-finanziaria dei Comuni, che vedono ridurre, e in alcuni casi azzerare, la propria capacità fiscale, mettendo di conseguenza a serio rischio non solo la possibilità di interventi emergenziali a sostegno di cittadini e imprese, ma anche la stessa erogazione dei servizi essenziali, quali il trasporto pubblico o la raccolta dei rifiuti. In particolare, il mancato gettito derivante da tributi, servizi a domanda individuale e sanzioni per violazione del codice della strada sta avendo riflessi drammatici soprattutto su quei Comuni che già si trovano in situazioni di bilancio deficitario. Le attuali amministrazioni dei Comuni in dissesto, per la maggior parte non direttamente responsabili della situazione deficitaria ereditata, si trovano a dover operare in questa fase emergenziale sotto stringenti regole di bilancio, che ne riducono al minimo l’agibilità finanziaria e l’operatività di intervento”.

Alessandrini spiega che i soldi annunciati dal decreto governativo non paiono sufficienti a sostenere nel medio periodo la quantità di risorse aggiuntive di cui i Comuni necessitano, non solo per lo svolgimento delle attività di ordinaria amministrazione, ma in taluni casi per la loro stessa sopravvivenza, così come le poche misure presenti nel “Cura Italia”.

Nell’atto dunque si chiede di sapere “se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno provvedere in tal senso con tempestività, già dal primo provvedimento utile, predisponendo una serie di interventi mirati che consentano ai Comuni, e in particolar modo a quelli che versano in condizione di dissesto finanziario, di dare risposta alle esigenze dei propri cittadini”.

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