La festa di San Valentino a Radio Deejay: “Amato a Terni perché fa ottanta palleggi col pampepato”

Durante il programma radio “Chiamate Roma Truino Trunio” spazio alla particolare e fantasiosa spiegazione della festa del patrono di Terni

foto tratta da facebook

"Lo sapete che San Valentino è il patrono di Terni?”. Lo chiede Francesco Lancia - durante il programma Chiamate Roma Truino Truino su Radio deejay - ai suoi compagni di avventura del Trio Medusa. Dopo ‘Chi vuol essere ternano’ un altro esilarante momento dedicato alla città ed al suo patrono. E’ lo stesso autore che se ne occupa narrandone, in modo fantasioso, le gesta e l’importanza che riveste nel capoluogo .

Il santo patrono di Terni 

“Ci sono tante cose che non sapete – si rivolge al trio – Ora vi racconto".

“Almanacco del santo. Nasce a Terni nel 176 dopo Cristo ma non trovando lavoro in acciaieria a 21 anni è già vescovo di Terni. La città lo adora anche in virtù della sua capacità di fare ottanta palleggi con un pampepato. Invitato dall’imperatore Claudio II a smetterla con letterale “Smetterla cum sto Cristo”, prova a convertirlo al cristianesimo. L’imperatore non lo fa giustiziare perché lo trova buffo. Viene arrestato dal suo successore Aureliano che lo porta lungo la Flaminia - per torturarlo - facendogli cercare i tartufi per poi toglierglieli dalla bocca, senza farglieli mangiare. Viene decapitato il 14 febbraio all’età di 97 anni dal soldato Furius Placitus a cui pare avesse detto “Vai tranquillo che quella ce sta”.

Secondo la leggenda un centurione romano doveva sposare una ragazza la quale, però mori prima del matrimonio. Si rivolse al santo chiedendogli che il suo amore non fosse separato dal destino. Il santo allora con l’aiuto del Signore decise di ucciderlo. Le ossa di San Valentino sono state deposte su una collina di Terni, dove successivamente è stata costruita una Basilica, per evitare che poi i cinghiali le sgrufollasssero. Tradizione vuole che all’esterno della chiesa ci sia un cacciatore con un fucile il quale spaventa i turisti. Soprattutto coloro i quali si presentano, sfidando la sorte, vestiti da fagiani. Le reliquie, in questi giorni sono state spostate al Duomo, al loro posto in Basilica c’è un attore.

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Per i ternani è anche giorno festivo. In questo contesto la festa della promessa assume una certa rilevanza. Accorrono in città migliaia di giovani. Divertissimo per i ternani guardare le coppie che entrano nella Basilica e commentare “Eh, Nzomma tre anni, tre anni e mezzo al massimo”. Infine il proverbio: “San Valentino il fidanzato è vicino”. Pochi però conosco il finale: “Ma fa attenzione spesso è un cojone”.

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