Gelateria storica di Terni allarga la propria attività: “L’affetto dei clienti una grande spinta per cimentarci nel nuovo progetto”

Il racconto di Valeria Stocchi che dal 1997 ha aperto la gelateria Europa. Ora la decisione di dedicarsi anche alle colazioni ed alla pasticceria allargandosi all’angolo caffetteria

foto gelateria

Una bella storia da raccontare, proveniente dal cuore pulsante del centro cittadino. Nonostante le difficoltà ereditate dal passato, l’emergenza sanitaria che le ha acuite e la ripresa post lockdown piuttosto complicata, c’è chi investe sul proprio lavoro. Lo fa con coraggio e determinazione, dopo aver superato un periodo davvero delicato, superato brillantemente. La vicenda è raccontata da Valeria Stocchi che ha deciso di allargare la propria attività della Gelateria Europa anche all’angolo bar, colazioni e pasticceria.

“Alla fine del percorso universitario – esordisce Valeria - volevo realizzare qualcosa in proprio. Ho trovato un locale che vi si prestava. Pur non avendo esperienza, in modo un pochino azzardato, mi sono cimentata in questa nuova avventura. Era il 1997 e l’esperienza l’ho maturata sul campo oltre che partecipato ad alcuni corsi del settore. All’inizio naturalmente la fatica era tanta poi è andata sempre meglio. Mi sono appassionata alla gelateria artigianale, migliorando le tecniche. Nel contempo si era liberato uno spazio a me vicino, il progetto era valido. Volevo continuare con la gelateria ed un angolo caffetteria per restare aperti tutto l’anno. Finalmente ho potuto mettere anche i tavoli fuori, grazie alla presenza dei servizi igienici per i clienti”.

Il gelato artigianale e lockdown

“L’attività principale resta la gelateria artigianale” sottolinea Valeria. “Inoltre proponiamo tante preparazioni a base di caffè tipo il frappuccino, cloud macchiato. Al momento ci forniamo da una collega per le colazioni, l’intenzione è quella di allargare il laboratorio e fare una piccola produzione di pasticceria per il fabbisogno interno. Lavoriamo in modo artigianale, gusto per gusto, senza alcun tipo di scorciatoia, è molto faticoso. Per il fabbisogno giornaliero, nella produzione, occorrono almeno otto ore. Abbiamo preso un caffè di qualità, mettiamo la stessa cura di sempre nella selezione dei prodotti. Fino ad ora ho avuto riscontri positivi”.  

La ripartenza è stata complicata per tutti, l’interruzione improvvisa delle attività un trauma soprattutto per quelle che guadagnano esclusivamente nel rapporto diretto con il pubblico. Nonostante l’iniziale e comprensibile scoramento Valeria Stocchi si è letteralmente reinventata: “È stato uno dei periodi più challenging della mia vita. Ho lavorato, durante il lockdown, senza dipendenti occupandomi da sola dalla produzione alle consegne a domicilio, anche quindici ore al giorno. Nel contempo il progetto del trasferimento nell’altro locale si è interrotto. C’erano dei lavori in corso che si sono fermati come accaduto un po' dappertutto".

"Personalmente – ricorda di quel periodo – ho compiuto una piccola grande impresa, da un punto di vista personale. Non sono rimasta a casa, mi sono mossa con le dovute precauzioni in un contesto di emergenza. Inoltre quando portavo il gelato a domicilio le persone erano contente, sembrava quasi un antidoto per loro. Ho guadagnato tanti clienti che non avevo prima. Adesso sono tornati ed hanno spese belle parole del tipo: “Ci sei stata di grande conforto”. Mi sono sentita davvero utile. I riscontri positivi hanno provocato una spinta ulteriore”.

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Per le gelaterie chiudere a primavera può causare effetti dirompenti: “Abbiamo chiesto la cassa integrazione ai ragazzi, è stata durissima così ho lavorato da sola quindici ore al giorno, l’ho fatto volentieri. L’energia ricevuta dai clienti mi ha dato una notevole spinta. Non l’ho fatto tanto per i soldi quanto per la continuità poiché mi muovevo in giro per il territorio, anche per consegnare piccole vaschette”. Presente e futuro per chiudere: “Ci possiamo cimentare finalmente in questa nuova esperienza. Le ragazze sono davvero incredibili, il mio braccio destro”. In bocca a lupo davvero.  

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