Gossip. Intervista a Sara Tommasi: "Niente più pose sexy e calendari, devo dimostrare quello che so fare"

“Niente più pose sexy, calendari, sovraesposizioni mediatiche legate all’aspetto fisico. Occorre ben altro. Devo dimostrare quello che so fare, più che quello che appaio”

Sara Tommasi traccia un bilancio della sua carriera e, con l’amica Debora Cattoni, fa il punto sul proprio desiderio di rinascita… ma quanti errori. Era partita con televisione, reality, cinema e… un celebrato calendario sexy. Poi la caduta, col disprezzo del pubblico a causa di scelte sbagliate, strettamente connesse a uno stato di salute legato a un disturbo bipolare che, com’è noto, spesso astrae dalla realtà e può indurre a compiere sciocchezze. Ripercorre la vicenda con l’amica Debora Cattoni che le è stata vicino nei momenti di cupa disperazione.

Dice Debora: “Sara è una ragazza semplice e il successo le è piombato addosso a soli vent’anni. La sua fragilità l’ha indotta a fidarsi di persone sbagliate le quali l’hanno convinta a fare cose che non avrebbe voluto né dovuto fare. Ha affrontato, e affronta tuttora, un processo di psicoterapia che ha migliorato la sua consapevolezza dei rapporti professionali e umani”.

Commenta Sara, a proposito delle critiche subite: “Se fossi stata un uomo, sarebbe stato più semplice. Mi avrebbero pure elogiato. È facile che una donna diventi  bersaglio di sfottò e ironie”. Il riferimento è a un film di carattere hard che la vide al centro di interessi morbosi e screditanti.

Poi l’accenno all’ospitata da  Barbara D’Urso, su Canale 5, che non le ha certo giovato perché, dice: “Nell’intervista, Barbara si è focalizzata molto sul mio passato, com’era prevedibile. Ho raccontato gli anni più bui della mia vita, la mia malattia, la droga, i video che mi hanno costretto a girare”.

Insomma, hai sbagliato registro e temi di comunicazione? “Certamente. Avrei voluto e dovuto fare riferimento al mio desiderio di rilancio: una vera rinascita”.

Avresti parlato di progetti, più che di bilanci ormai chiusi, vero? “Sì, dell’amicizia con Debora, dei miei nuovi impegni lavorativi, della mia attività di disk jokey, del lavoro sul format ‘In memory of Ferruccio Lamborghini’ e di altre cose positive.  

Ma non ci sei riuscita? “No. Avrei dovuto raccontare di aver ripreso in mano la mia vita, senza alcuna intenzione di suscitare pietismo. Ma comprensione umana, quella sì”.

Oggi, insomma, sei un’altra persona? “Certo. Sono una persona più consapevole. E soprattutto attenta alle scelte. Spesso, basta un errore a portarti fuori strada”.

Come vedi il tuo futuro? “Niente più pose sexy, calendari, sovraesposizioni mediatiche legate all’aspetto fisico. Occorre ben altro. Devo dimostrare quello che so fare, più che quello che appaio”.

Un reality, magari? “Ci ho pensato, non lo nego, ma non sarebbe proficuo. Credo che un plausibile rilancio possa risiedere nel cinema che mi ha dato qualche soddisfazione. Penso, ad esempio, a ‘Ultimi della classe’. Ma auspico per me stessa un rientro di qualità, non cose sguaiate e prestazioni squalificanti”.

Cosa pensi del movimento “me too”? “Ho comprensione per le colleghe abusate. Ma penso anche non sia il caso di  andare da sole a casa di nessuno. Gli incontri di lavoro si fanno in ufficio. E di giorno, soprattutto. Meglio evitare di mettersi in situazioni equivoche. È facile approfittarsi di una ragazza di vent’anni. Per quanto mi riguarda, posso solo fare mea culpa, perché talvolta sono stata leggera. Ma, con la mia attuale maturità, certi inconvenienti credo non possano più accadermi”.

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