I gruppi estivi per i bambini a Terni. Don Paolo Carloni: “Costretti a dire di no alle tante richieste. Sfida raccolta con entusiasmo”

Il parroco dell’Immacolata Concezione commenta con soddisfazione il lavoro svolto dai suoi ragazzi: “Hanno rispettato tutte le regole nonostante le comprensibili difficoltà”

foto GPG

Un punto di ritrovo per giovani e giovanissimi nel segno della tradizione, animazione e valori della cristianità. La parrocchia Immacolata Concezione si colloca come punto di riferimento e assume un ruolo preponderante ormai da decenni, in questo contesto. I ragazzi del Gruppo Parrocchiale Giovanile hanno ereditato il testimone lasciato dai loro predecessori e stanno proseguendo con successo le attività di volontariato. Quest’anno però le difficoltà sono aumentate considerevolmente. Come è noto infatti occorreva conformarsi alle normative volte a limitare il contagio da Coronavirus. Con l’emergenza sanitaria alle spalle sono stati adottati una serie di protocolli, propedeutici alla ripartenza, anche per centri e gruppi estivi

“Ho vissuto queste settimane con entusiasmo e soddisfazione ma il merito è tutto loro”. Sono parole piene di gioia quelle che pronuncia Don Paolo Carloni nei confronti dei suoi ragazzi, un gruppo di giovani dai 15 ai 27 anni capaci per due settimane di organizzare il Baby Morning nei locali della parrocchia: “C’era stata molta ansia e titubanza soprattutto nel capire cosa si poteva e cosa non fare. Dall’incertezza iniziale hanno raccolto la sfida appieno partendo, senza ripensamenti, dalla data indicata del 15 giugno. Hanno raccolto tale sfida nel pieno rispetto delle regole. Ricordo che si parla di attività senza alcun tipo di scopo di lucro.

Una delle criticità riscontrate è stata quella di dire di no alle tante persone che ce lo richiedevano". Sono infatti previste delle limitazioni sul numero di ragazzi per gruppo di animatori. "Abbiamo selezionato le famiglie chi avevano necessità lampanti e non potevano trovare altri ambienti o magari detenevano delle problematiche di carattere logistico. Dover dire di no a tantissime persone fa piangere il cuore. Naturalmente si chiede di fare un babysitteraggio ma c’è anche sicurezza, fiducia nell’ambiente scelto”. Purtroppo però non si farà il classico campeggio di mezza estate fuori dai confini territoriali: “Organizzare un campo selettivo non ci è apparso giusto per non creare disagio a chi si sente rifiutato. A volte occorre fare un passo indietro per poi creare un beneficio che porta frutto. Il gruppo sta rinascendo dopo un periodo di fermo, c’è grande tradizione”

Nei prossimi giorni pubblicheremo le testimonianze dei ragazzi protagonisti del Baby Morning

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