Gruppo Parrocchiale Giovanile a Terni: “Dai bambini che hanno partecipato alle attività la risposta più bella”

Il racconto dei ragazzi del gruppo della parrocchia Immacolata Concezione: “Una bella esperienza che ci ha dato consapevolezza nel riscoprire l’importanza delle piccole cose”

foto GPG

Impegno costante, dedizione, passione. Sono gli elementi che contraddistinguono l’attività svolta dai ragazzi delle parrocchie, volti ad offrire un servizio gratuito ai più piccoli. Rispetto agli scorsi quest’anno è stato ancora più importante mettersi a disposizione. Le settimane di lockdown infatti hanno imposto la quarantena obbligatoria per tutti impedendo ai giovanissimi di poter respirare aria di libertà, fuori dalle proprie abitazioni.

“Il gruppo nasce nel 2013 – raccontano dal GPG - da pochi membri e successivamente sviluppato accogliendo sempre più persone. Siamo circa quasi 40 di varie fasce d’età compresa dai 15 ai 27 anni. Ci siamo proposti come alternativa al niente per i tanti bambini, chiusi dentro casa o con il rischio magari di frequentare giri non raccomandabili, sempre nell’ottica della fede cristiana ed i principi che la guidano. Quest’anno abbiamo voluto fortemente il Baby Morning per dare un senso di normalità a questi bimbi mantenendo le distanze, rispettando le normative”.

Un gruppo estivo rispettando tutti i protocolli previsti secondo le normative anticontagio. La collaborazione dei più piccoli e l’impegno degli animatori ha fatto la differenza in positivo: “Le criticità non riguardavano meramente l’organizzazione dei giochi ma anche tutti gli adempimenti necessari come igienizzazione, misurare la temperatura, sottoporli al triage. Inoltre i genitori firmano le autocertificazioni in un contesto burocratico maggiore. Alcuni giochi, soprattutto quelli classici non potevamo farli. Sono dunque sopraggiunte le alternative come i laboratori più statici.  Anche la formazione dei gruppi è stata rivista perché c’era un numero massimo sul quale conformarsi. In quei giorni si è originato un rapporto più intimo, il legame è stato maggiore anche se è mancato il senso di condivisione, nello stare tutti insieme.

Le Difficoltà maggiori?: “Gli sport di contatto come calcio e pallavolo, tra i più gettonati ogniqualvolta proponiamo le attività, non potevano essere praticati. Ci è anche dispiaciuto dire di no a tanti genitori i quali hanno chiesto di poterli re-iscrivere. Questi ragazzi avevano bisogno di staccare, tornare alla normalità. Ci hanno chiesto di proseguire dopo tante settimane passate a casa. Gli è mancata l’interazione, il contatto con i compagni, erano contenti e si divertivano. Di sicuro – raccontano i ragazzi - questa esperienza ci ha consegnato una consapevolezza maggiore: nella normalità tanti piccoli aspetti si danno per scontati. I piccoli ci sono venuti incontro, facevano il massimo per agevolarci e siamo sicuri che i genitori hanno contribuito in tal senso, educandoli nel modo giusto.

Anche i giochi, seppur non di contatto, come alternative li hanno graditi. E’ stato bellissimo vedere in loro tanto entusiasmo. Ci raccontavano come hanno passato il tempo durante la fase di chiusura e questi momenti di svago gli sono serviti”. Infine una considerazione a breve termine: “Quest’anno non faremo il campeggio fuori dai confini territoriali perché non ci sono le condizioni. Il costo sarebbe stato elevato come tentare di organizzarlo seguendo tutte le normative previste”.

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