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I furbetti del reddito di cittadinanza, l’Inps: fra 35 e 40 assegni su 100 sono da revocare

Via ai controlli per individuare i casi di “indebita percezione”. A Terni il contributo viene erogato a circa tremila nuclei familiari

L’Inps a caccia dei “furbetti” del reddito di cittadinanza. La direzione regionale Umbria dell’Istituto nazionale di previdenza sociale sta procedendo ad una revisione di tutti gli assegni di reddito o pensione di cittadinanza in pagamento nel territorio regionale. L’obiettivo è individuare tutti i casi di indebita percezione da parte di chi non ha diritto alla prestazione. Al 28 febbraio in Umbria erano circa 10.000 i nuclei familiari percettori, per un totale di oltre 21.000 persone coinvolte ed un importo medio mensile di circa 530 euro.

A Terni i nuclei familiari a cui è stato assegnato il reddito di cittadinanza sono (al 17 luglio 2019) 2.415 per un totale di 5.386 persone coinvolte e un importo medio di 501,21 euro. La pensione di cittadinanza spetta invece a 429 nuclei familiari per un totale di 476 persone coinvolte con un importo medio mensile di 202,75 euro. In totale, rdc e pdc spettano a 2.844 nuclei familiari, ossia 5.862 persone, per un importo medio mensile di 457,49 euro.

L’attività di verifica ha portato i suoi primi risultati visto che a Perugia, su 3.300 assegni mensili erogati, sono già 450 quelli revocati. Si tratta di cittadini comunitari privi del requisito della residenza in Italia da almeno 10 anni. E il direttore dell’ente previdenziale del capoluogo, Fabio Vitale, ricorda: “In un contesto difficile come quello che stiamo vivendo, in piena pandemia, è particolarmente importante che le risorse economiche vengano utilizzate nel rispetto della legalità”.

Per ottenere l’assegno mensile è necessario autocertificare il possesso dei requisiti richiesti, alcuni dei quali riguardano fatti non accertabili immediatamente dall’Inps, quali ad esempio la residenza sul territorio italiano da almeno 10 anni o la corrispondenza tra il nucleo familiare dichiarato in Isee e quello presente in anagrafe comunale. Per questi requisiti l’Istituto procede ad una verifica successiva.

Il risultato ottenuto a Perugia è solo parziale in quanto i controlli sono in corso e riguardano tutti i requisiti per i quali è necessario procedere a verifica. La stima è che circa il 35-40% delle percezioni siano indebite e dunque dovranno essere revocate.

“Il reddito di cittadinanza, al pari di altre prestazioni assistenziali, è una misura utile per sostenere chi ne ha bisogno ma non deve essere abusata – ricorda ancora Vitale - Il nostro impegno in questa direzione sarà massimo, in sinergia con tutti gli altri attori istituzionali coinvolti”.

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