Luoghi del Cuore, il Rio Grande tiene testa ma va sostenuto. Scatta la raccolta foto per un video promozionale

La bellezza amerina dopo un periodo sul podio è scesa al settimo posto, ecco gli altri luoghi da votare

Quella dei Luoghi del Cuore del Fai è una sfida sui generis. Non c’è solo l’obiettivo della salvaguardia delle bellezze storico-artistiche e naturalistiche d’Italia, ma anche quello di andare a creare una mappa delle emergenze dei territori in grado di creare “comunità”. 

Quest’anno, a Terni, i luoghi su cui il Fondo Ambiente Italiano ha scelto di concentrarsi sono stati tre: il bacino del Rio Grande di Amelia, il Complesso Conventuale di Colle dell'Oro e l’Eremo di Sant'Antonio a Polino.

Al momento, è il bacino del Rio Grande a tenere testa, essendo una delle opzioni più votate di tutta Italia: dopo diverse giornate stabili al terzo posto, è sceso al settimo, raccogliendo comunque ben 3210 voti. Ma la sfida è dura, e non è abbastanza. Continua quindi la campagna del Fai per promuovere le votazioni, anche con il supporto delle associazioni del territorio. Tra queste, c’è la Pro loco di Amelia, che ha promosso una vera e propria rassegna fotografica virtuale, invitando i fotografi che avessero delle immagini del Rio Grande ad inviarle alla pagina Facebook della Pro loco per creare un video promozionale, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione ed invitarla a votare. E’ possibile inviare le foto a partire da oggi, mentre per votare ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2020. Il regolamento e le modalità di voto sono riportate nel sito internet del Fondo Ambiente Italiano.

Il bacino del Rio Grande

Incastonato nel complesso dei Monti Amerini, il Rio Grande è un torrente tributario di sinistra del Tevere che nei pressi dell’antica città di #Ameliaincontra due sbarramenti costituiti da una diga a monte detta della Para di probabile impianto romano interamente ricostruita nel Duecento e restaurata più volte nel corso dei secoli e da un’ulteriore diga a valle detta dei Finestroni o del Ponte Grande sulla quale dal 1880 insiste il ponte oggi attraversato dalla strada SS205. Le due dighe hanno fornito al territorio una fondamentale risorsa economica dato che la forza motrice dell’acqua ha alimentato per secoli ben cinque mulini tuttora visibili lungo il corso del bacino che oggi a causa di errori e scarsa manutenzione sta subendo un processo di progressivo interramento dell’alveo ma potrebbe tornare ad essere una risorsa ambientale, turistica, sociale e culturale di altissimo pregio per la valorizzazione dell’intero territorio.

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