Mercoledì, 16 Giugno 2021
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“Una causa che merita il massimo impegno”, quando Battiato difese il Briccialdi

Il cantautore siciliano, morto oggi a 76 anni, nel 2016 firmò una petizione a sostegno dell’istituto musicale di Terni di cui cinque anni prima aveva inaugurato l’anno accademico con una conferenza intervista

Fra le innumerevoli, pregevoli, immortali “cose” scritte da Franco Battiato, c’è un breve ma intenso messaggio anche per Terni.

Nel 2016 il cantautore siciliano, morto oggi all’età di 76 anni, firmò infatti una petizione a sostegno dell’istituto musicale Briccialdi di Terni, accompagnando la sua sigla con un messaggio che spiegava che si stava combattendo per mantenere in vita l'istituto musicale era una causa che meritava "il massimo impegno”.

Assieme a Battiato, firmarono oltre mille e cinquecento persone: alla campagna aderirono personalità della musica e della cultura come Ennio Morricone, Uto Ughi e Susanna Camusso. Ma non solo: tra gli altri anche Dacia Maraini, la cantante Alice, il decano dei pianisti italiani Bruno Canino, i violinisti Felix Ayo, Pasquale Pellegrino, Mariana Sirbu, Mihail Dancila, il violista Alfonso Ghedin, i pianisti Andrea Dindo e Drahomira Biligova, il fisarmonicista Antonello Salis, la compositrice Giovanna Salviucci Marini, le cantanti Elizabeth Norberg-Schulz, Alda Caiello, Lucilla Galeazzi.

Cinque anni prima, il maestro fu ospite a Terni proprio per inaugurare l’anno accademico 2010-2011 del Briccialdi con una conferenza-intervista a Palazzo Gazzoli.

Anche il Tributo a Sergio Endrigo provò ad avere Battiato come ospite di uno dei suoi annuali concerti. Il contatto fu il maestro Carlo Guaitoli del Briccialdi, che accompagnava Battiato nei suoi concerti come direttore d'orchestra.
"Credo che se riusciremo a fare l'edizione di quest'anno - dice Michele Rossi - dedicheremo qualcosa a Battiato che è stato un grande e fine interprete di molti dei successi di Endrigo, comne Aria di neve o Te lo leggo negli occhi". Il Tributo ha però ospitato uno degli allievi di Battiato, Giovanni Caccamo, qui nell'interpretazione de Io che amo solo te.

Un legame, dunque, che forse la città di Terni potrebbe ora onorare, magari dedicando una sala o uno spazio al maestro siciliano, che ha segnato la storia recente della musica internazionale con pagine artistiche di assoluto rilievo, sperimentando sonorità diversissime tra loro e lasciando testi incisivi, attuali, profondamente veri.

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