Ospedale di Terni: “Nessuna smentita sull’azienda ospedaliera unica. La verità è che si lavora sottobanco”

Il consigliere regionale Thomas De Luca del Movimento Cinque Stelle: “Necessario fare un discorso partecipato e condiviso”

foto di repertorio

I gruppi regionali di minoranza, nel corso della giornata odierna mercoledì 15 luglio, hanno tenuto una conferenza stampa in streaming, sulla riforma del servizio sanitario in Umbria. Il consigliere del Movimento Cinque Stelle Thomas De Luca ha fatto il punto della situazione, anche a seguito delle ultime dichiarazioni rilasciate da alcuni esponenti politici oltre l’intervento di Leonardo Latini

"Azienda ospedaliera unica? Nessuna smentita a riguardo. Solo dichiarazioni informali del sindaco di Terni e alcuni onorevoli sul potenziamento dell'Ospedale di Terni. Tanto politichese – aggiunge - ma nessuna presa di posizione da parte della presidente Tesei e dell'assessore Coletto. La verità è che si lavora sottobanco, mentre c'è necessità di fare un discorso partecipato e condiviso”.

A tal proposito il Movimento Cinque Stelle rilancia la sua proposta di istituire due aziende sanitarie-ospedaliere Umbria nord e Umbria sud, attraverso un'integrazione orizzontale tra azienda sanitaria locale e azienda ospedaliera. "Due ospedali di eccellenza per l'alta specializzazione e un robusto potenziamento degli ospedali di comunità per il decentramento dei presidi sanitari, dei servizi e dell'emergenza-urgenza sul territorio - rilancia De Luca - serve una nuova alleanza tra ospedale e territorio che permetta una differenziazione funzionale e una copertura capillare in una logica smart ed efficiente. Nessuna sovrapposizione tra i due ospedali di Terni e Perugia, ad eccezione delle patologie tempo-dipendenti, ma un piano di potenziamento dell'offerta sanitaria e una revisione degli accordi con le regioni limitrofe per dare risposta alla domanda di mobilità attiva esclusivamente per le alte specialità".

“L'integrazione verticale danneggia il territorio” afferma il consigliere. “Dimezzare poltrone, privilegi e costi permetterebbe di investire risorse nelle periferie dell'impero. Basta ospedali da campo, liste d'attesa infinite, discriminazioni territoriali. Su questo progetto d'integrazione noi ci siamo, oltre gli schieramenti e i campanilismi per il bene dell'Umbria. Non ci devono essere cittadini di Serie A e Serie Z – conclude De Luca - nell'orvietano i tempi di intervento del 118 superano nel 51% dei casi i 20 minuti. Questo determina aspettative di vita, per le patologie legate ad un soccorso tempestivo, molto differenti. E' inaccettabile. I servizi vanno attivati attraverso tecnologie e collaborazione con l'Università. In Umbria invece vediamo l'accentramento verso strutture elefantiache che non fanno l'interesse di alcun territorio, intasando le strutture”.

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