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Nuova attività a Terni: “Volevamo continuare la splendida tradizione ereditata dai nostri genitori seppur rischiando”

Il racconto di Luca e Simone che hanno inaugurato lo scorso 6 settembre ‘La Raffineria in centro’ bissando di fatto quello già presente dal 2016 nella semiperiferia

Una tradizione ereditata dai genitori che si rinnova. Lo scorso 6 settembre Luca e Simone hanno inaugurato ‘La Raffineria in centro’ nel cuore pulsante della città. Il 2003 è l’anno di inizio di questo lungo percorso, affiancandosi inizialmente ai loro cari, prettamente connotato da un’attività a conduzione familiare, per poi proseguire il cammino imprenditoriale in modo autonomo. “Il nostro intento è stato quello di mantenere il punto vendita storico dedicato prettamente alla rosticceria dove, insieme a nostro papà e nostra mamma, siamo cresciuti da un punto di vista personale e professionale” esordiscono alla nostra redazione di www.ternitoday.it.

Dalla rosticceria ad una prima importante estensione, nel 2012, con l’allargamento al servizio ristorante all’aperto fino ad una decisione davvero importante: “Correva l’anno 2016 quando inaugurammo la Raffineria, un progetto che ha regalato tante soddisfazioni” affermano i ragazzi. “C’era però un aspetto sentimentale il quale ci legava al luogo originario, dove tutto cominciò, ovvero dove abbiamo imparato la professione. Nel momento di maggiore difficoltà, anche dettato dall’emergenza sanitaria, è maturata la scelta di prenderci questo rischio da un punto di vista imprenditoriale. Nostro padre avrebbe lasciato il suo lavoro, dopo tanti sacrifici profusi. Per questo motivo il pensiero è stato: lasciamo o raddoppiamo? Abbiamo dunque ereditato il complesso dopo un’attenta valutazione, cercando anche di sviluppare ulteriori servizi da proporre. A luglio il tutto si è concretizzato. C’è stato il tempo per adeguare, modificare ed aggiungere mantenendo però, seppur mediante prenotazione e asporto, la caratterizzazione dell’attività di rosticceria. Una sorta di integrazione, rispetto al passato, dove trova spazio anche la parte dedicata all’enoteca e naturalmente la pasticceria, elemento fondamentale che ci contraddistingue”.

È dunque possibile pranzare, usufruendo dei piatti del giorno, per poi fruire del bar fino all’apericena senza dimenticare, come già anticipato, la rosticceria: “Il nostro intento – osservano Luca e Simone – è stato quello di creare un locale alternativo, per consentire al cliente di trascorrere qualche momento in serenità. Da una parte volevamo mantenere la splendida tradizione ereditata dai nostri genitori. Nel contempo, dall’altra, ampliare ad ulteriori tematiche rispetto a ciò che c’era prima. L’ordinazione dei piatti è pensata per mantenere il prodotto di qualità e pronto all’uso”. Un altro aspetto che ha fatto la differenza: “Sentire il calore dei vecchi clienti ci ha fatto piacere, ed ulteriormente avvalorato la scelta di dare continuità a ciò che stato fatto in tutti questi anni. Da parte nostra siamo sempre ben disposti ad accettare suggerimenti, consigli cercando di accogliere tutte le richieste. Pensare di andare dritti per la propria strada è impensabile, ecco perché è necessario sempre correggere il tiro se occorre”.

A Luca e Simone chiediamo una riflessione, in virtù della loro esperienza pregressa maturata nel settore: “La città, rispetto a circa vent’anni fa quando abbiamo iniziato a lavorare, è sicuramente profondamente mutata da un punto di vista di esigenze e bisogni da soddisfare. Il motivo? Sono cambiate le abitudini di ognuno. Nel contempo il livello dell’offerta si è notevolmente innalzato. Di conseguenza si pretende, in modo comprensibile, il massimo dal servizio anche perché la pluralità di locali consente di poter fare le proprie valutazioni. C’è maggiore qualità nella richiesta e meno quantità da un punto di vista prettamente numerico di afflusso. Ad esempio la rosticceria è diventata più di nicchia, maggiormente targettizzata, in un certo senso per alcuni eletti. Inoltre lavoravamo tantissimo anche la domenica, prima dell’apertura dei supermercati. Oggi sembra essere diventato un giorno qualunque. Anche per fare un aperitivo o andare a cena fuori è possibile optare per una serata qualsiasi della settimana. Il lavoro dunque viene spalmato maggiormente durante la settimana”. Infine una constatazione: “Un pizzico di paura è subentrata nel momento di compiere questo passo, seppur fatto con determinazione e ponderazione. L’entusiasmo avvertito dalla piazza ci ha sicuramente confortato”. In bocca al lupo!

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