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“Torneremo a fare ciò che amiamo”. La ripartenza delle palestre ed il racconto: “Ho studiato un nuovo modello organizzativo”

La testimonianza di Maurizio Di Gennaro della palestra Ducky Gym: “Sono sicuro che ci sarà una grande voglia di ricominciare, stare in compagnia, ridere e scherzare”

foto di repertorio

Undici anni di attività per la Ducky Gym, palestra collocata nell’immediata periferia della città. Sullo sfondo la data tanto attesa del 1 giugno indicata per la ripresa dell’attività, dopo la perdurante chiusura che ormai si protrae dal 24 ottobre. L’amministratore delegato Maurizio Di Gennaro, racconta alla nostra redazione di www.ternitoday.it, come questo periodo è stato affrontato, gli scenari e soprattutto la presentazione di un nuovo modello organizzativo, in previsione della ripartenza. 

Marzo 2020, l’inizio della pandemia: “Ci sono due momenti diversi tra primo e secondo lockdown” esordisce Maurizio Di Gennaro. “Nel primo siamo stati colti impreparati come tutte le attività commerciali. La finestra dell’estate ci aveva fatto quasi dimenticare l’esperienza pregressa. Tuttavia, improvvisamente, il 24 ottobre è successo un qualcosa che nessuno si aspettava, una chiusura a tempo indeterminato. Inizialmente è subentrato lo sconforto poiché il 60% degli esercizi dedicati al commercio rimanevano aperti”. Un passaggio determinante di questo periodo per Maurizio: “Sono risultato positivo al Coronavirus ad inizio 2021. In quei 21 giorni di chiusura in casa, ho avuto molto tempo per pensare al futuro della palestra. Dovevo necessariamente colmare tutti quegli aspetti negativi che il sistema fitness presentava. Nella fattispecie la questione principale legata alla fidelizzazione. Il cliente acquista l’abbonamento ma poi, spesso, interrompe il suo percorso”.

Da qui nasce l’idea: “Durante questi cinque mesi ho studiato un nuovo modello di business alternativo. Si basa essenzialmente su quattro punti fondamentali: consulenza per la parte commerciale e tecnico che mette al centro il potenziale cliente con i suoi desideri e/o necessità. Per far fronte a tali esigenze ho studiato dei brand di allenamento specifici e targettizzati. Inoltre assistenza e consulenza cliente post vendita, poiché l’abbonamento è l’inizio di un percorso e non una fine. L’inversione del rischio dove al brand di allenamento viene computato un risultato garantito, con opzione che riserviamo al cliente in caso di insoddisfazione”.

Il traguardo dietro l’angolo: “Una grandissima emozione perché ritorneremo a fare ciò che amiamo. Sicuramente in un contesto molto più sicuro della scorsa estate, da punto di vista prettamente sanitario. Siamo l’ultima categoria ad aprire, però le cose sofferte sono le più belle. Sono sicuro che ci sarà una grande voglia di ricominciare, stare in compagnia, ridere e scherzare anche sudando”. L’impossibilità di poter svolgere attività in presenza: “Nel primo lockdown abbiamo subito attivato le lezioni social in diretta. C’è stata una grande partecipazione di iscritti, abbiamo tenuto compagnia attraverso la piattaforma zoom anche con giochi a premi e domande concernenti la nostra palestra. Durante la seconda sospensione, fino a dicembre, abbiamo mandato sul nostro canale youtube le lezioni preregistrate. Ci siamo infatti accorti che non venivano seguite totalmente in diretta. Poiché non sussisteva un livello di attenzione alto ho ripensato ad una riorganizzazione in termini prettamente qualitativi, ritenendo un servizio non all’altezza”.

L’amministratore delegato osserva: “Non siamo rimasti inattivi, abbiamo fatto un lavoro di studio e produzione di materiali che mai avremmo immaginato. Ci siamo concentrati sul lavoro in prospettiva della riapertura”. Infine Maurizio Di Gennario come si immagina il 1 giugno?: “L’intenzione è quella di adibire uno spazio fuori dal locale. Faremo un aperitivo di bentornato o benvenuto per i nuovi iscritti, gli istruttori sono in fermento. Abbiamo ricevuto notevoli feedback, testimonianze, c’è tanto desiderio di ritrovare socialità e condivisione. Ci si rende conto del bisogno di riscoprire quelle piccole cose che mancano, sono fondamentali”.

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