Parco Cardeto, il Comune pensa a una nuova gara

Palazzo Spada sembra ormai deciso a tagliare la corda con la società Ciam di Citarei che però punta i piedi e si difende. In giunta discussione rinviata

Parco Cardeto, il Comune prende tempo. Palazzo Spada, come sembra ormai evidente, punta alla risoluzione in autotutela del contratto di project financing in essere con la Ciam, la società che nel 2012 si aggiudicò l’intervento di riqualificazione del parco. Secondo l’amministrazione, infatti, il cantiere è stato fin troppo fermo, un’empasse finita anche con il coinvolgimento dell’Anac per valutare eventuali danni. Al momento si parla di una realizzazione dell’opera pari al 70%. Della questione se ne sarebbe dovuto parlare ieri in giunta, ma evidentemente il Comune vuole fare tutti i propri passi in sicurezza e ci va cauto. La questione è stata così rinviata alla prossima giunta “per valutare e approfondire alcuni aspetti”. Non è escluso che a frenare il tutto siano state le ‘minacce’ non proprio velate dell’amministratore della Ciam, Sandro Citarei, che promette battaglia a vie legali. “Sono rimasto molto sorpreso – spiega Citarei -mi sarei aspettato almeno un ulteriore incontro con il Comune. Nell’ultimo tavolo ci eravamo impegnati, e da parte mia l’ho fatto, a redigere, ciascuno attraverso i propri legali, i pareri in merito alla correttezza del procedimento nel suo insieme. La stessa Anac, a cui il Comune si era rivolto per capire se tutto fosse in regola, si è sempre espressa con molti condizionali, restituendo di fatto la palla all’ente. Non conosco i pareri acquisiti da palazzo Spada, a cui ho invece inviato i nostri. Io su Cardeto ho speso oltre 2 milioni e 200 mila euro, credo che quella giudiziaria sia l’unica pista percorribile. Fra l’altro il Comune sostiene che, una volta rescisso il contratto, alla società Parco Cardeto non spetti nulla in termini economici, nonostante le ingenti somme spese. Mi sembra veramente una cosa ai limiti della legalità”. Per Citarei i ritardi sono stati dovuti a molti imprevisti non di sua competenza, in ogni caso l’imprenditore si dice “pronto a riprendere i lavori anche domani”. Ma forse il Palazzo non la pensa così con l'idea di andare a nuova gara una volta sciolto il contratto con la Ciam.

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