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“Personale, progetti e una visione: ecco quello che serve alla biblioteca comunale di Terni”

L’interrogazione di Gentiletti (Senso civico) sulle modifiche all’organico della Bct. La risposta dell’assessore Scarcia: modifica necessaria per rispondere ad esigenze pratiche e strategiche, oltre che per ottimizzare al massimo le risorse

“È quindi necessario conoscere le ragioni della decisione assunta, per comprendere perché il servizio di protocollo sia stato assimilato a quello proprio originario della Bct e se ciò ha comportato un indebolimento organico del servizio bibliotecario”.

alessandro gentiletti-2Lo scorso 22 aprile, il capogruppo di Senso civico in consiglio comunale, Alessandro Gentiletti, ha depositato una interrogazione rivolta a sindaco e giunta relativa al personale della biblioteca comunale di Terni e al cambiamento di alcune funzioni, soprattutto in riferimento alla determina con cui lo scorso 18 febbraio “venivano creati due nuovi uffici Bct gestione documentale e Servizi culturali, con conseguente ampliamento delle competenze della Bct, inserendovi anche quelle relative alla gestione del protocollo”.

La vicenda si lega a doppio filo alla questione sollevata qualche giorno fa da un lettore di Terni Today che segnalava le aperture pomeridiane della biblioteca a “scartamento ridotto”, ossia limitate al martedì e al mercoledì.

Nella risposta all’interrogazione, l’assessore comunale al personale, Giovanna Scarcia, spiega che “a seguito della formalizzazione della nuova micro-organizzazione, l’ufficio Gestione documentale ha incorporato il precedente ufficio Archivio e protocollo, modificandone il nome. L’attuale servizio Gestione documentale, di cui il protocollo è, quindi, solo un settore, non è stato affatto inserito all’interno dei servizi propri della Bct. Del resto, mentre il protocollo è un servizio obbligatorio dell’ente locale, non lo è - in tesi - la biblioteca”.

“La modifica della micro-organizzazione – prosegue l’assessore - si è resa, invece, necessaria per rispondere ad esigenze pratiche e strategiche della nuova Direzione, oltre che per ottimizzare al massimo le risorse, tenuto conto delle competenze. Mentre la Bct ha, infatti, 33 dipendenti, l’ufficio Gestione documentale è in sottorganico, soprattutto nel settore archivio. Inoltre, aspetto fondamentale, il personale della Bct, che già gestiva gli archivi storici sul territorio appartenenti alle antiche municipalità, ha, quindi, preparazione e capacità per gestire gli archivi comunali, attività che richiede una specifica competenza, oltre che dedizione”.

Personale di Bct è stato dunque destinato in supporto all’archivio senza però che questo abbia “minimamente influenzato le attività e l’efficienza nei servizi bibliotecari – dice Scarcia - che, anzi, possono solo beneficiare dell’apertura verso altre strutture, colleghi, competenze e servizi comunali. Si precisa, peraltro, che 5 dei dipendenti in ausilio dell’archivio lavorano prevalentemente in attività di amministrazione della Bct. Questa modalità organizzativa ha, peraltro, consentito di efficientare al massimo anche l’archivio medesimo, che ha iniziato a fornire risposte celeri e puntuali, in sintonia e sinergia con le altre direzioni e l’utenza”.

“Da questa risposta - riflette però Gentiletti - emerge che l'amministrazione non sembra che consideri la Bct un servizio essenziale come il protocollo. Tanto che possono lavorare sotto organico. La richiesta - aggiunge il consigliere - è che riapra la biblioteca con lo stesso personale, ma soprattutto con progettualità e una visione politica di lungo corso”.

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