Venerdì, 18 Giugno 2021
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Da ‘A pippa de coccu’ al nuovo successo da migliaia di visualizzazioni: “Un video che vuol trasmettere un messaggio importante”

Edoardo Fucile racconta come nasce l’idea di ’10 marzo 2023 tredicesimo lockdown’ realizzato per l’associazione ‘Il Pettirosso’

foto Federico Forti

Da diversi giorni ormai, sui canali telematici più diffusi, viene condiviso un video denominato ’10 marzo 2023 tredicesimo lockdown’. In poco meno di 100 ore ha raggiunto migliaia di visualizzazioni, è stato condiviso da centinaia di utenti oltre aver raggiunto altrettante interazioni. Un successo tutto ternano a cura dell’associazione ‘Il Pettirosso’ che si occupa di educazione ai media e alla lettura, visioni cinematografiche, beni comuni, solidarietà attiva e sostiene il commercio equo.

Sono quattro i protagonisti del video girato, in parte, negli spazi del Caos. Nello specifico Alessandro Barzetta, Elisa Gabrielli, il regista Michele Manuali ed Edoardo Fucile. Proprio quest’ultimo racconta come è nata tale idea, davvero geniale: “L’associazione mi ha contattato nella persona di Marco Cargnani. In realtà avevano trovato un video originale girato in Francia, da cui abbiamo preso spunto. Mi è stato chiesto di tradurlo, poiché provengo da un percorso universitario in ‘Lingua e cultura moderna’ per poi essere adeguato al dialetto ternano. Una volta cambiata la sceneggiatura, i dialoghi e ultimato i dettagli, in pochi giorni, siamo riusciti a realizzare il tutto”. Un messaggio importante e profondo da veicolare: “La cultura, come ad esempio lo sport, viene etichettata come non necessaria, in questo momento contingente. Non è così. Sia la cultura che lo sport sono importanti per il benessere della persona. Senza dimenticare le tante persone che lavorano nei comparti di riferimento. Nella sequenza si vede come, in un futuro immaginario, si è costretti ad andare da uno ‘spacciatore di cultura’ per procurarsi un qualcosa che viene visto come superfluo. Non è assolutamente così”. Ed infatti la chiusura è dedicata ad una postilla ‘La mancanza della cultura nuoce gravemente alla salute’.

Il giovane Edoardo Fucile è un volto molto noto, soprattutto nel territorio ternano: “Era il 2017 quando mi trovato a Viterbo per motivi legati all’università”. Ricorda. “La musica era la mia passione e suonavo con alcuni gruppi. Durante tale periodo ho conosciuto dei ragazzi, i quali avevano uno studio di registrazione. Così ho ripreso quella passione per il rap che coltivavo alle scuole superiori”. Da qui il nome di Vinyasa: “Evoca una tipologia dello yoga, ed un significato che rappresenta il cambiamento. Ho così iniziato a scrivere canzoni, registrando i primi pezzi. Scherzando con mia sorella ho avuto l’idea di cantare in ternano. Sui social c’erano parecchie pagine che riportavano frasi in dialetto, gli amici di Viterbo si divertivano. Così nacque ‘A pippa de coccu’. Volevo trovare anche un modo per farmi conoscere a Terni”.

Un successo improvviso ed inaspettato: “Ho caricato il video sul canale youtube, dopo averlo finito alle 6 di mattina, e girato su diversi gruppi whastsapp ad alcune pagine social come ‘Non fa lu muffu’ e ‘Sdremmarina’. Quando mi sono alzato, erano circa le 11, aveva raggiunto 10 mila visualizzazioni” Un lancio davvero formidabile. Ulteriori canzoni prodotte ed un’altra bella soddisfazione per Edoardo: “Ho vinto un contest e coniugato ulteriori pezzi in un mix tra dialetto ed italiano”. Successivamente però è sorta una nuova esigenza: “Ho iniziato una collaborazione con dei musicisti ternani, poiché ho voluto tornare alle origini. Provenivo dal mondo della musica cosiddetta ‘suonata’. E così con Massimo Colabella (chitarra), Gabriele Tudisco (batteria); Matteo Fabrizi (basso), Leonardo Sciò Andrade (seconda voce) abbiamo dato vita a Vinyasa & The Motherfunkers. Ad inizio aprile uscirà il primo Ep. L’idea era in cantiere da un anno ma con il lockdown abbiamo rivisto i tempi. Bloccare un progetto, dopo aver messo tanto impegno da una parte è frustante, dall’altra purtroppo non si poteva fare diversamente. Ci sentiamo sempre, abbiamo registrato - ognuno a casa propria - la cover di Neffa Cambierà per poi assemblarlo e rivisitare il testo. Di certo – conclude Edoardo – non è la stessa cosa rispetto a suonare dal vivo. Tuttavia occorre capire il contesto e conformarci alla situazione”.

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