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"Pochi cantonieri e mezzi obsoleti per un territorio troppo vasto". L'interrogazione della consigliera Monia Santini (FdI)

Secondo la consigliera comunale e provinciale di Terni, il lavoro degli operai cantonieri della provincia va sostenuto con investimenti su personale e mezzi più efficienti

Non si ferma lo stato di agitazione annunciato nei giorni scorsi da parte del comparto degli operai dei cantonieri della provincia di Terni, costretti, secondo quanto dichiarato in un comunicato, a sopperire alle gravi carenze strutturali e di organico dell'ente.

A sostenere la causa degli operai è la consigliera comunale e provinciale di Fratelli d'Italia, Monia Santini, che fa il punto sulla situazione, introducendo le motivazioni di una interrogazione depositata all'attenzione del consiglio provinciale: "Il servizio viabilità in Provincia, di competenza del corpo dei cantonieri - scrive Santini -, è un servizio primario e di grande responsabilità in quanto deve garantire la sicurezza delle strade provinciali per assicurare la relativa incolumità degli utenti delle stesse; non solo ma è anche l'unico servizio operativo dell'Amministrazione Provinciale e l'unico servizio rimasto di contatto diretto con il cittadino. 

L’estensione delle strade di competenza e relativa manutenzione della provincia si estendono per circa 1000 km, quindi ci si aspetterebbe una compagine di addetti ai lavori sicuramente ben proporzionata. E invece - osserva la consigliera di FdI - ci troviamo a parlare di un gruppo sparuto di pochi uomini che si trovano a lavorare con mezzi spesso inefficienti e obsoleti che rincorrono le emergenze del caso oltre l’orario di lavoro senza il minimo rispetto dei leciti e doverosi turni di riposo.

Prima dell’applicazione della legge Del Rio il numero di cantonieri addetti alla manutenzione di 1150 km di strade provinciali era di 120 elementi, mentre oggi il numero consiste in 42 elementi, quindi un terzo almeno, distribuiti in 8 circoli – Terni, Narni, Amelia, Avigliano, Orvieto, San Venanzo, Fabro e Montecchio – per coprire la manutenzione all’incirca tutt’ora di circa 1000 km – e questo comporta che gli operatori si trovino a lavorare quasi costantemente in condizioni di scarsa o inesistente sicurezza. La media di circa 10 km di strade da manutentare per ciascun addetto ai lavori è salita in maniera esorbitante a circa 25 km procapite, una vera e propria follia insostenibile per chiunque.

Dall’anno di applicazione della legge Del Rio del 2014 - ricorda Santini - i dipendenti dell’ente sono stati drasticamente ridotti da 317 a 148 a causa di processi di riordino per pensionamenti e altro mentre invece le posizioni organizzative solo negli ultimi tempi da 12 sono salite a 17 con funzioni di alta specialità , senza però effettuare nessuna variazione nel numero dei dipendenti totali. Tanto per avere un’idea concreta del peso economico delle posizioni organizzative per i restanti mesi del 2021 sembrerebbe godano di indennità per una cifra pari a € 105.867, lecite assolutamente se non fosse che per le stesse si sia messa mano al fondo riservato ai lavoratori, tutti, dell’ente.

Per fare chiarezza sulla situazione portata alla mia attenzione ovviamente da molti cittadini, in qualità di consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, ho presentato un’interrogazione in provincia per far luce su questa situazione e anche sul fatto che, proprio a causa del grave livello di sottorganico degli addetti alla manutenzione delle strade provinciali, gli stessi si trovano a lavorare in emergenza da soli senza supervisione da parte di alcuno, cosa che - conclude la consigliera - li espone oltretutto ad una assoluta mancanza di copertura in quanto il lavoro in solitario non è normato nemmeno nel DVR Documento Valutazione Rischi

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