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‘Terni is real’: “Posto rurale e selvaggio. L’obiettivo è tirare fuori l’identità della città anche mediante lieve satira e divertimento”

Il racconto di chi gestisce una delle pagine più goliardiche del territorio: “Pubblico le segnalazioni più disparate che possono riguardare articoli di giornale o foto originali”

foto tratta da facebook (Terni is real)

Una crescita esponenziale, seppur virtuale, per una delle pagine più divertenti della città. Ispirandosi alla celebre ‘Welcome to favelas’ è diventata un punto di riferimento per migliaia di ternani e non. Al momento conta oltre 3900 followers e tantissimi post che hanno raggiunto decine di migliaia di utenti. “I primi li facevo con il mio profilo personale” racconta l’ideatore di ‘Terni is real’ ossia ‘Cronache dalla città che non esiste’. Tuttavia: “Verso Natale di circa tre anni fa, su consiglio di amici, decisi di inaugurarla. Il degrado all’inizio veniva segnalato da loro. Certo – afferma l’ideatore – rispetto a la madre di tutte le pagine (Welcome to favelas ndr) la città è meno ‘feroce’ di altri agglomerati. Successivamente le segnalazioni si sono ampliate anche a sconosciuti, i quali seguivano la pagina ed hanno iniziato a mandarle”.

Cosa ti arriva in chat?: “A volte appelli, a volte testimonianze. Diverse persone residenti fuori dai confini territoriali tengono il contatto ed il filo con la città, attraverso ‘Terni is real’. Una volta siamo risaliti a dei graffiti mitologici sotto il passaggio per andare all’ospedale, abbiamo ricostruito una memoria collettiva cittadina. La selezione è necessaria. Le foto devono essere originali poiché può capitare che, alcuni autori degli scatti, non abbiano desiderio di pubblicare una loro istantanea”. Ci sono poi gli articoli di giornale” con l’ormai classico ed iconico ‘Contributo del cittadino’ a descrizione del post.

Secondo l’ideatore di ‘Terni in real’: “Non sussiste una vera identità della città, come potrebbe esserne una a forte connotazione turistica. Attraverso i post l’idea è quella di farla uscire fuori, anche mediante lieve satira e divertimento”. Una riflessione: “Da diversi anni accade, ad esempio, di vedere personaggi particolari immortalati sui media. I racconti di alcuni simboli del passato erano leggendari. Mettendoli sui social da una parte gli si fa un torto e soprattutto toglie un velo di mistero”.

I post più simpatici: “La vera sfida è trovare l’ironia. A seguito dell’emergenza sanitaria al momento stiamo vivendo un periodo di restrizioni. E così che nasce ‘Il divieto di balneazione’ a Largo Ottaviani dove il nastro bianco e nastro, davanti alla fontana, dava la sensazione quasi di non buttarsi all’interno. Anche la foto di un ragazzo che portava un gigante orso di peluche, a spasso, ha suscitato notevole consenso, ed una testata (la nostra ndr) l’ha ripresa. Una scena abbastanza surreale, in un contesto piuttosto misurato. Vedere queste piccole cose che danno colore, strappa un sorriso. Senza poi dimenticare lo scatto di un uomo scalzo che attraversava la strada, spalle alla fontana di Piazza Tacito, diventata super virale”.

Riconoscere e rendere il giusto tributo allo spirito ternano: “Da una notizia sui cinghiali, al cartello sgrammaticato sui cani. Tante persone ci taggano gli amici di fuori e scrivono ‘Questa è casa mia’. Il graffito “Terni non esiste” un po' esprime le difficoltà di raccontarla. Ho conosciuto tante persone – soprattutto di fuori - che ci identificano, è riconosciuta la ternanità. Seppur esistente resta un posto rurale e selvaggio, nel bene e nel male. Sotto certi punti di vista ci frega il provincialismo al contrario. Se qualcuno dimostra attaccamento per il capoluogo o per la squadra ha timore di passare per provinciale. Siamo noi i primi a mettere le mani avanti e sentirci imbarazzati. Tutto ciò è sbagliato; ecco perché abbiamo uno spirito inespresso”.

Tra i temi curati da ‘Terni is real’ quello relativo alla cosiddetta ‘movida’: “Un termine che non condivido assolutamente. I giovani non sono necessariamente briganti. Il giustizialismo è molto evidente seppur in pochi si mettono nei panni ragazzi, cercando di capire cosa stanno attraversando in questo momento così delicato. C’è troppa fretta di giudicare ed altrettanta acredine. Probabilmente un pizzico di rumore in più dà fastidio anche se, è evidente, non si può degenerare”. Altre tematiche molto sentite sono quelle dell’inquinamento e della droga: “Purtroppo in questi casi l’ironia viene ampiamente sostituita dall’amarezza”. Infine: “Mi ha fatto molto piacere dare spazio a campagne di solidarietà, offrendo la visibilità della pagina. Un piccolo contributo a nobili cause come donare il sangue o attività di sensibilizzazione per aiutare persone in difficoltà”.

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