Profondo rosso delle attività produttive di Terni. 62 attività chiuse e solo 25 nuove aperture fra marzo e agosto

I dati forniti dalla Camera di Commercio di Terni sono impietosi. L’emergenza sanitaria non ha fatto che accelerare il trend depressivo dell’economia cittadina. Piandoro: “Serve un cambio culturale e maggiore aderenza con il mercato attuale”.

I dati sono impietosi e costringono tutte le istituzioni cittadine a interrogarsi su quali prospettive produttive alternative immaginare per la comunità ternana.

Gli ultimi dati forniti dalla Camera di Commercio di Terni realtivi al secondo trimestre del 2020, riflettono una crisi solamente accelerata dall’emergenza sanitaria ma pienamente in essere già da circa 10 anni.

Le prime imprese a farne le spese, neanche a dirlo, sono le attività legate al settore enogastromico, che sconta il durissimo lockdown e le restrizioni dei successivi dpcm. A poco è valsa la boccata di ossigeno incamerata in estate, perché già da fine agosto la città ha visto calare decine di saracinesche.

"Le imprese operanti nel settore della ristorazione, di cui fanno parte i ristoranti  ma anche i bar - spiega il Segretario generale Giuliana Piandoro -,  hanno risentito in maniera molto marcata dell’effetto Covid-19.

I dati del nostro Registro Imprese  parlano di una flessione del 64% in termini di iscrizioni per bar e ristoranti tra marzo e agosto di questo anno, rispetto allo stesso periodo del 2019. La contrazione si registra anche a livello regionale ma si ferma, si fa per dire, al 48%.

Non va meglio per gli altri settori. Tutti perdono terreno, a cominciare dal commercio al dettaglio che tra marzo e agosto ha visto nascere appena 25 nuove aziende e a chiudere i battenti sono state 62".

Serve un cambio culturale e maggiore aderenza ai nuovi mercati

Secondo il segretario generale dell’istituzione camerale, serve un “colpo di reni” un cambio culturale per interpretare le esigenze dei nuovi mercati: "L'emergenza sanitaria  - continua Piandoro - ha provocato la più grande crisi economica degli ultimi 100 anni e le piccole e medie imprese si sono trovate a fronteggiare situazioni di scarsa liquidità.

Diventa strategica la capacità di adeguare il modello operativo alle nuove esigenze anche attraverso lo sviluppo di nuove competenze. L'ente camerale ha lavorato molto per supportare la liquidità delle aziende locali e offrire al mercato del lavoro giovani dotati di competenze digitali, sempre più essenziali e ricercate dalle imprese che vogliono assumere.

Continueremo ad impegnarci su quelle che sono state indicate come direttrici di ripresa per le imprese: digitalizzazione, internazionalizzazione, rafforzamento della dimensione aziendale".

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