Martedì, 21 Settembre 2021
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Quarant'anni fa la visita di S. Giovanni Paolo II alle acciaierie di Terni. La commemorazione della diocesi

L'evento avvenuto il 19 marzo 1981 verrà commemorato con una messa presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese sabato 15 maggio alle ore 18 presso Acciai Speciali Terni, in viale Brin

Era il 19 marzo del 1981 quando san Giovanni Paolo II fece visita alle acciaierie e alla città. Un quarantennale da quell'evento che verrà commemorato con messa solenne presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese sabato 15 maggio alle ore 18.00 nella sede dell'Ast in viale Brin.

Proprio nel piazzale interno all’acciaieria, papa Giovanni Paolo II incontrò migliaia di lavoratori. Oggi come allora, la celebrazione, fanno sapere dalla diocesi, vuole essere una manifestazione di "vicinanza della chiesa e della comunità intera al mondo del lavoro". Oltre al vescovo, saranno presenti la autorità cittadine, la dirigenza dell’Acciai Speciali Terni, i rappresentanti sindacali e delle associazioni di categoria, i lavoratori e pensionati e le loro famiglie. 

Il messaggio di papa Francesco

Anche papa Francesco con un suo messaggio inviato al vescovo Piemontese che sarà consegnato integralmente nella messa del 15 maggio, intende esprimere la vicinanza al mondo del lavoro e ai lavoratori di Terni, Narni e Amelia, in questo periodo di crisi economico-finanziaria, aggravata dalla pandemia, che porta con sé incognite per il futuro di tante famiglie. «In tale contesto - si legge in un passaggio -, tutti sono chiamati a un rinnovato e profondo senso di responsabilità, dando prova di solidarietà e di condivisione. Lavorare - scrive il papa - è la prima vocazione dell'uomo, una vocazione che dà dignità all'uomo. Tutti sono chiamati a non sottrarre alle persone questa dignità del lavoro".

Cosa accadde 40 anni fa

Nell’incontro con il mondo del lavoro nel 1981, papa Giovanni Paolo II toccò temi fondamentali per la vita dell’uomo: la dignità del lavoro, la giustizia e la moralità come condizioni essenziali per la pace in tutte le nazioni, la famiglia, la libertà dell’uomo e la creatività dell’opera umana; insegnamenti profetici ed attuali ancora oggi, che il Papa consegnò al mondo del lavoro e all’intera comunità diocesana.

"La memoria di questa storica visita – ricorda il vescovo Piemontese - col suo messaggio di speranza, può sostenere gli sforzi della chiesa, dei concittadini, uomini e donne di buona volontà, a promuovere il rinnovamento e lo sviluppo sociale e religioso. Rivedendo i gesti di quella visita memorabile, rileggendo le parole del Papa Santo, possiamo trovare spunti e suggerimenti per inventare e seguire vie di nuovo umanesimo e crescita sociale.

La nostra città, capoluogo e capofila della pluralità delle città e dei castelli del territorio, non può rassegnarsi al declino indotto da scelte sbagliate, da egoismi di campanile o di parte e da ultimo dalle asfissie e dai fallimenti causati dalla pandemia.

In un’ora grave e delicata, varie vicende politiche hanno portato la nostra Italia a dotarsi di un governo di collaborazione nazionale. Un analogo spirito dovrebbe spingere la classe dirigente e tutte le forze civili, politiche e sociali più significative della città e della regione a collaborare a favore della next generation a Terni, in Umbria, in Italia e in Europa".

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