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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Fabbrica d’armi in “trincea”, organico sempre più all’osso tra pensionamenti e pandemia: mancano 200 addetti

Il Pmal di Terni conta oggi circa 200 dipendenti rispetto ai 384 previsti, a fine 2022 saranno 155. Grido d’allarme del gruppo Pd: riapertura delle ex scuole allievi operai e subito i concorsi per le assunzioni

Il futuro del polo di mantenimento delle armi leggere di Terni è sempre più in bilico. Pensionamenti e pandemia stanno “falcidiando” il personale già all’osso. E a fine anno, il conto dei dipendenti potrebbe precipitare ancora più in basso.

L’ennesimo allarme sul destino della fabbrica d’armi porta la firma di Francesco Filippo, capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale che parla di “profonda preoccupazione” soprattutto “rispetto alla mancata copertura nella legge di bilancio del fondo per le performance organizzative e sulla mancata pubblicazione dei bandi di concorso per il personale civile” oltre che “sulla copertura con il personale militare delle postazioni tecniche rimaste scoperte nel polo causa pensionamenti”.

Il Pmal conta oggi circa 200 dipendenti su 384 previsti da pianta organica. Durante questo 2022 scenderanno a 155 unità.

“Nell'ottobre del 2021 – ricorda il capogruppo dem - segnalavamo che una visita di un sottosegretario di Stato, nel caso di specie della senatrice Pucciarelli della Lega, non avrebbe risolto una situazione drammatica, se non accompagnata da atti immediati. Avevamo ragione. Infatti, dopo 3 mesi la situazione è ulteriormente peggiorata, visti i nuovi pensionamenti ed anche le conseguenze dovute alla pandemia. Seguiamo da tanti anni la situazione del Polo, abbiamo posto in essere tutte le azioni concrete possibili, ad iniziare dall’approvazione dell’emendamento a prima firma Orlando alla legge di bilancio 2021, che aveva previsto oltre 30 assunzioni per Terni, ad oggi non ancora messe a bando. Ancora il nostro impegno ha portato al concorso svolto nel 2018 ai tempi del Ministro Pinotti, alle mozioni proposte in consiglio regionale e agli innumerevoli atti di indirizzo poi approvati, del gruppo consiliare Pd in consiglio comunale”.

“Abbiamo chiesto un ulteriore impegno alla preparazione di atti urgenti ai parlamentari umbri, in particolare all’onorevole Verini – dice ancora Filipponi - che già nel recente passato ha interrogato il Governo sulle necessità dei lavoratori del Polo e le intenzioni per il prossimo futuro, in particolar modo per il nodo assunzioni”.

Secondo l’esponente Pd, dunque, “occorre un nuovo atto parlamentare utile a sollecitare il Governo alla pubblicazione dei concorsi già previsti nella legge di bilancio 2021 ed anche quelli insiti per i poli civili della difesa nella legge di bilancio 2022, ed inoltre per l’eventuale uso di personale in somministrazione, ad un impegno verso il potenziamento di una possibile formazione professionale per i giovani”.

Ma non è tutto: “Il tempo delle scelte di salvaguardia del Polo è ora. L’amministrazione comunale deve attivarsi subito con la Regione ed il Governo per l’avvio dei bandi di concorso per il personale civile, per la riapertura delle ex scuole allievi operai e per assunzioni a tempo determinato al fine di superare il gap generazionale e consentire la salvaguardia del Polo”.

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