Teleriscaldamento, centinaia di famiglie firmano la petizione:"Tonnellate di anidride carbonica in circolo"

Il Capogruppo di Senso civico Alessandro Gentiletti:"Auspicabile l’immediata messa in funzione al fine di renderlo fruibile a tutti gli edifici ubicati nella zona Est della città"

Borgo Bovio

Il capogruppo di Senso civico Alessandro Gentiletti ha presentato un’interrogazione relativa al teleriscaldamento in abitazione, riguardante la zona di Terni Est e via Lazio. La stessa verrà dibattuta il secondo giovedì del mese di giugno. All’interno del documento il consigliere sottolinea come: “Molte famiglie hanno acquistato nel 2005 i propri appartamenti nel condominio di Via Lazio, costruito e venduto proprio perché predisposto per l’utilizzo del teleriscaldamento realizzato dal comune di Terni. Un accordo con AST - Acciai Speciali Terni al fine di recuperare il calore prodotto nelle lavorazioni dell’acciaio. L’impianto – sottolinea Gentitelli - è stato realizzato con l’utilizzo di risorse pubbliche ed è stato anche collaudato, ma oggi non è ancora funzionante”. La decisione era stata adottata dai residenti:“Sicuri dei benefici relativi al minor impatto ambientale e al risparmio energetico generale. Nonostante gli ulteriori sforzi economici - afferma il capogruppo- ad oggi, il teleriscaldamento non è funzionante a causa della temperatura dell’acqua troppo bassa per essere utilizzata dagli scambiatori di calore. Sia il condominio in questione che tutti gli altri edifici già predisposti per l’utilizzo del teleriscaldamento, continuano a bruciare gas metano per riscaldare gli alloggi e per produrre acqua calda sanitaria, proseguendo quindi ad immettere nell’atmosfera centinaia di tonnellate di CO₂ all’anno, come se non bastassero gli inquinanti prodotti. Considerato il frequente sforamento dei limiti di legge previsti, sulla percentuale di gas inquinanti presenti nell’aria e delle polveri sottili (pm10), sarebbe auspicabile l’immediata messa in funzione del teleriscaldamento, al fine di renderlo fruibile non solo dai fabbricati già predisposti al suo utilizzo, ma anche a tutti gli altri edifici ubicati nella zona Est della città che potrebbero essere serviti da tale impianto”. Il consigliere di minoranza poi ricorda quanto accaduto lo scorso 19 marzo allorquando alcuni cittadini, presentatisi con una petizione sottoscritta da centinaia di famiglie:”Sono stati ricevuti in commissione dei presidenti ed in quella sede l’assessore ai lavori pubblici Enrico Melasecche riferiva che, verosimilmente, entro un mese avrebbe potuto fornire aggiornamenti. Ad oggi tali aggiornamenti non sono pervenuti”. La richiesta di delucidazioni, a seguito dell’interrogazione presentata, è stata indirizzata a giunta e sindaco in particolar modo su come ed in che modo si vorrà risolvere la questione.

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