Asm, i sindacati alzano il tiro: "Si faccia azionarato popolare per salvare l'azienda"

Dura presa di posizione dei sindacati dell’Usb che hanno incontrato l'assessore Masselli chiedendogli di mettere in campo un aumento di capitale promosso da Asm nei confronti della cittadinanza e dei lavoratori della municipalizzata

“L'Asm è strategica per la tipologia dei servizi forniti e deve tornare in mano ai cittadini, per questo pensiamo che siano i ternani a doverla salvare dagli speculatori e da chi cerca di aprire la strada ad Acea”. Dura presa di posizione dei sindacati dell’Usb che hanno incontrato l'assessore Masselli chiedendogli di mettere in campo, insieme alla giunta, un aumento di capitale promosso da Asm nei confronti della cittadinanza e dei lavoratori della municipalizzata, un’operazione di azionariato popolare “in grado - precisa  l’Usb - di salvare l'azienda e di istituire forme di controllo popolare sulla stessa”.

La federazione dell'Unione Sindacale di Base ha incontrato a fine gennaio per affrontare la questione Asm. L'azienda ha un debito sostenibile, considerando, in particolare, il contestuale ammontare di 78 milioni di crediti, tutti esigibili entro il 2020, così come iscritti in bilancio dall’azienda stessa. “Asm – aggiungono i sindacati -si conferma essere un'azienda sostanzialmente sana e vitale, la cui efficienza ed economicità può essere migliorata grazie a una corretta gestione delle partite finanziarie e a una revisione complessiva dell’organizzazione, che ne esaltino il ruolo di azienda pubblica strategica per il territorio.

Riteniamo pertanto non più rinviabile, come scelta di innovazione e di rafforzamento, lo sblocco del turnover che permetterebbe, nel breve, una riduzione dei costi e nuove assunzioni in grado di rendere possibili interventi su due direttrici fondamentali quali la ricerca e lo sviluppo, necessari per rilanciare verso servizi ad alto valore aggiunto e più remunerativi. Inoltre, le assunzioni dovrebbero prendere in considerazione anche il potenziamento del comparto igiene ambientale, attuando così anche una politica di internalizzazione dei servizi attualmente in appalto, con risparmi in termini di risorse e aumento di efficacia ed efficienza dei servizi stessi. A nostro avviso si dovrebbero reperire le risorse necessarie per effettuare gli investimenti a valle della raccolta dei rifiuti, con l’obiettivo del superamento della raccolta differenziata spinta, costosa e massacrante per i lavoratori, per puntare ad un vero progetto di gestione integrata dei rifiuti, in grado di generare economie di scala. Questa è la sfida che una classe dirigente dovrebbe proporsi e non le solite scorciatoie che non sono in grado di rilanciare fattivamente l’Asm. E’ ovvio – conclude la nota -  che l’Usb non resterà a guardare e convocherà immediatamente le assemblee con i dipendenti, i primi diretti interessati al percorso di Asm, sia come lavoratori che come cittadini”.

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