Il virus della povertà, decine di famiglie a Terni non possono comprare zaini, quaderni e astucci per la scuola dei figli

Il bilancio dell’attività dell’emporio bimbi gestito dall’associazione San Vincenzo de’ Paoli: a due mesi dalla riapertura dopo l’emergenza Covid19, il numero dei casi seguiti è aumentato del 15 per cento

Se i numeri del 2019 fotografano una situazione già difficilissima, quello che è successo a due mesi della ripartenza delle attività dell’emporio bimbi di Terni, gestito dall’associazione San Vincenzo de’ Paoli, chiarisce in maniera ancora più netta quanto l’emergenza sanitaria si stia velocemente trasformando in un dramma sociale.

L’occasione per tracciare un bilancio della struttura è stata, domenica 27 settembre, la ricorrenza della festa liturgica di San Vincenzo. Nella chiesa di San Giovanni Battista in Terni è stata celebrata la messa, presieduta dall’assistente spirituale dell’associazione, don Angelo D’Andrea, per tutti i vincenziani della diocesi durante la quale sono stati anche ricordati i quattro anni di attività dell’emporio bimbi, la struttura inaugurata nel 2016 in via Pascoli a Terni, che offre accoglienza e servizi dedicati esclusivamente ai bambini.

Il progetto interessa bambini di età compresa tra 0 e 12 anni appartenenti a famiglie di diverse nazionalità. Sono persone che vivono situazioni di difficoltà economica o altre situazioni di difficoltà esistenziale, famiglie straniere non perfettamente integrate, famiglie italiane che si sentono escluse in una società che emargina chi non ha i mezzi per sostenere un alto tenore di vita.

Nel 2019 sono state aiutate 173 famiglie, 234 bambini di 31 diverse nazionalità; sono stati distribuiti 1.119 pacchi di alimentari e prodotti di igiene e 2.188 capi di vestiario oltre zaini e grembiuli per la scuola, culle, carrozzine, seggiolini.

Durante la pandemia la struttura è stata chiusa, ma i bambini non sono stati abbandonati nell’isolamento. Sono stati tenuti i contatti, aiutato a distanza con i compiti, recapitato latte e pannolini a domicilio, pacchi spesa, giocattoli ed attrezzature soprattutto per i bambini che dovevano nascere in un periodo sfortunato in cui era tutto chiuso.

“A due mesi dalla riapertura dell’emporio – spiegano dalla San Vincenzo - si è constatato un incremento del 15% dei casi seguiti. Si è passati dalla diffusa paura del contagio alla disperazione sociale di chi ha perso il lavoro, sia in famiglie prima autosufficienti che in quelle già provate dal problema economico, in una situazione già abbastanza difficile come quella di Terni. Tante famiglie già in disagio abitativo in cui la pandemia ha accentuato le problematiche nelle relazioni familiari, nella possibilità di accesso alla didattica digitale, nella possibilità di avere un minimo di spazio personale per la privacy e l’attività motoria necessaria in questa angusta situazione. Famiglie in cui, anche se era tutto fermo, sono arrivate bollette da pagare, affitti, spese condominiali, ma non i compensi di un lavoro prima precario ora nullo”.

Nella fase della ripartenza è stato subito riattivato il servizio di distribuzione pacchi di alimentari e prodotti per l’igiene nel rispetto di tutte le norme di sicurezza. È stata riorganizzata la distribuzione di vestiario, attrezzature e giocattoli preventivamente sanificati. In particolar modo, in vista della riapertura delle scuole, circa cento famiglie si sono rivolte all’emporio per avere zaini, grembiuli, astucci, quaderni e tutto il corredo scolastico.

“In questo periodo sono stati tanti gli studenti che sono rimasti indietro per la mancanza di idonei strumenti informatici o risorse economiche per pagare una connessione efficace. Hanno sofferto di questa mancanza di opportunità educativa, della mancanza di attività integrative extrascolastiche, della possibilità di avere accanto familiari culturalmente preparati in grado di integrare le loro conoscenze. Per questo, saranno attivate all’interno dell’emporio, postazioni per poter svolgere l’aiuto compiti e due postazioni computer isolate e sanificate, fruibili sia dai bambini che dai genitori che attualmente non hanno le conoscenze per poter affiancare i figli e che quindi hanno necessità di imparare per essere di aiuto in futuro. Alle famiglie che ne sono sprovviste, vengono forniti kit di prodotti per la prevenzione e sanificazione degli ambienti domestici”.

Un lavoro intenso, che è stato affrontato anche grazie alla solidarietà dimostrata da tanti benefattori, come ad esempio la Fondazione Carit, la Bcc Banca Centro e la Cosp Tecno Service. La Fondazione Carit ha donato all’Emporio il ricavato della vendita dei cataloghi della mostra “Imaginaria. Logiche d’arte in Italia dal 1949” ed il suo 5 per mille.

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