Terni-Cesi, accanimento e incuria sulle stazioni. Una speranza per il futuro: “La volontà è quella riprendere in mano la situazione”

Nove fermate per separare le due stazioni ed il raddoppio del binario per circa due chilometri e mezzo. Un’opera mai del tutto decollata che ora potrebbe essere rilanciata

foto Terni-Cesi ferrovia

Una speranza per la Terni-Cesi, metropolitana di superficie abbandonata a sé stessa. Nei mesi scorsi si è proceduto al taglio dell’erba ed il ripristino di condizioni di decoro minimo, all’interno di una tratta dove l’ultima littorina è transitata nel settembre 2017. Il paradosso è il seguente: il percorso fino a Perugia, comprendente anche il tracciato menzionato, è stato dichiarato dallo stato di interesse nazionale. Nonostante ciò sono quasi tre anni che non si vede un convoglio. Per far riprendere il transito dei treni occorrerebbero una serie di interventi necessari per la messa in sicurezza e riqualificazione per intero della linea.

“Vanno tolte le traversine in quercia ed il binario per la messa in sicurezza”. Ha dichiarato l’assessore ai trasporti Enrico Melasecche in un’intervista comparsa sul proprio canale social qualche settimana fa: “Occorrono 65-70 milioni per rifare l’armamento e far correre il terno. Complessivamente 260 milioni con le tecnologie per viaggiare ad una velocità 80-90 km da Sansepolcro-Terni. Dopo l’incidente in Puglia l’agenzia di sicurezza nazionale ha imposto tecnologie modernissime di cui la ferrovia è sprovvista. Costano più le tecnologie che rifare il binario”.

Sulla metropolitana di superficie l’assessore afferma: “Il tratto urbano Cesi-Terni ha vissuto delle vicende complesse derivanti da cambiamenti derivati dalla politica, prezziari regionali, società. Quando non si portano a compimento i lavori ci si perde nelle nebbie. La volontà è quella riprendere in mano la situazione. Come? Ottenendo i fondi dal ministero per i finanziamenti post Coronavirus” e l’impegno dell’assessore è massimo in tal senso per reperirli: “Siamo pronti per acquisirli e dare la sua dorsale storica alla regione”. Intanto purtroppo ignoti si accaniscono sulle fermate intermedie. Un peccato rovinare strutture che, speriamo quanto prima, potrebbero risultare molto utili. La ferrovia era stata concepita anche per ridurre il traffico su gomma, collegare il centro ad una delle zone più imponenti ed abitate della città e garantire un servizio di qualità alla collettività. Nulla di tutto ciò ad oggi.

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