Terni, i librai: “Legittima la richiesta della caparra che sarà restituita dopo il pagamento del Comune”

I titolari delle librerie: “Scelta necessaria per continuare a fornire il servizio in seguito ai danni economici creati dal lockdown”

I genitori non pagheranno i libri per la scuola primaria: i soldi saranno restituita appena il Comune provvederà ad effettuare i versamenti alle librerie. Una caparra, quindi, chiesta alle famiglie in questa fase estremamente delicata che, di fatto, ha permesso lo svolgimento di un servizio che, altrimenti, sarebbe stato messo a rischio.

Ad intervenire sul tema, sono undici cartolibrerie ternane (Arcobaleno, Carioca, Le Cosmicomiche, Libreria Nuova del Liceo, Nuova della Stazione, Casagrande, Luna, Riga Dritto, Libreria Storie a Colori, Giolicart 4.0, Grande Emporio Moons) che si sono sentite chiamate in causa non solo per la miriade di post che in questi giorni stanno apparendo su Facebook, ma anche per l’intervento del Cosec che definiva la richiesta delle caparre “illegittima”.

“Le librerie – affermano le attività ternane in una nota - hanno deciso, in piena autonomia, di chiedere al momento della prenotazione una caparra ai genitori proprio per continuare a fornire il servizio della fornitura dei libri per la Primaria, in seguito ai danni economici creati dal lockdown dovuto al Covid 19 e all’incertezza del prossimo futuro. L’alternativa è quella di non garantire alcuna fornitura. La caparra verrà restituita in denaro per l’intero importo o, a scelta del cliente, con un buono acquisto maggiorato del 10% al momento del pagamento delle fatture da parte del Comune di Terni”.

Una procedura del tutto legittima, quindi, avallata anche dai consulenti legali delle librerie, e utilizzata anche in altre città, come Roma Genova e Torino. 

“Le librerie – si legge ancora nella nota - hanno chiesto ed ottenuto l’impegno del Comune di Terni per sveltire e agevolare il percorso delle cedole librarie, delle fatture e dei pagamenti delle stesse, al fine di permettere il rimborso della caparra il prima possibile, creando il minimo disagio alle famiglie.

A proposito del tanto sbandierato rischio di impresa che, secondo taluni estemporanei economisti, le librerie stanno tentando di evitare facendolo ricadere sui genitori, si precisa che nel silenzio più assoluto dei media e nell’indifferenza di chi tanto si erge a paladino dei diritti altrui oggi, le librerie, nel mese di aprile 2020 si sono trovate costrette ad accettare il pagamento del 60% dei crediti relativi alla fornitura dei libri del 2017/18 a causa del dissesto del Comune, visto che non è stato riconosciuto il proprio credito come credito privilegiato. Quel 40%, che le librerie hanno ormai definitivamente perso, ha permesso a tanti bambini ternani, compresi i figli dei librai, di andare a scuola con i sussidiari nuovi e nessuno le ha ringraziate di aver affrontato coraggiosamente il rischio d’impresa!”.

Ma non è finita qui, perché quello che le librerie reclamano a gran voce, è il fatto di essere state “accusate di violare il diritto alla gratuità, che invece rimane garantito dall’impegno formale sottoscritto alla restituzione dell’intero importo”. Né si ritiene corretto “pretendere che siano le librerie a farsi garanti di tale diritto obbligandole all’impegno anticipato di ingenti somme di denaro che nel migliore dei casi ritornano nelle casse delle librerie dopo qualche mese dal pagamento alle case editrici, esponendole a oggettive crisi di liquidità”. 

Un processo trasparente, quindi, condiviso e compreso dagli stessi genitori, messi nelle condizioni di “decidere in piena libertà come e dove prenotare i libri, visto che tutta la città è a conoscenza del fatto che due librerie sono successivamente uscite dall’accordo, decidendo legittimamente di non chiedere la caparra. Il confronto civile e lo scambio di idee hafatto si che nella stragrande maggioranza dei casi i genitori abbiano continuato a prenotare nelle librerie di fiducia accettando di dare la caparra”.

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Quel che  non va giù, sono i consigli “estemporanei e controversi” che stanno ricevendo molti genitori da parte di personaggi che “poco sanno delle dinamiche della fornitura dei libri di testo per le elementari – continuano i librai ternani - e che arrivano a consigliare di acquistare i libri online presso i colossi dell’evasione fiscale accettando di pagare, questa volta davvero, i libri in nome di una insana questione di principio. Per chi non vuol capire, per chi deve parlare tanto per parlare, per chi “non è per i soldi, ma è una questione di principio!” c’è solo la certezza di aver fornito loro un buon argomento di discussione durante gli apericena”.

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