Terni, nella strada del sesso fra trans e prostitute: "Ecco con cosa combattiamo ogni giorno"

L'allarme lanciato in via Lungonera: "Da un anno la situazione è diventata insostenibile"

La situazione è sempre la stessa. Dentro al locale non ci sono problemi, o quasi. E' appena ci si affaccia che via Lungonera esce fuori con tutte le sue criticità. Di giorno è una via densamente frequentata, che collega zone nevralgiche della città. Una via adatta alle attività commerciali grazie al passaggio frequente, ma che – come noto – di notte diventa terra di nessuno.
E' un vero e proprio grido d'allarme quello che arriva da chi, in via Lungonera, ci lavora – decidendo di investire in un'attività – o che ci vive.
Ed anche se le attività vanno bene, è impossibile non far presente come la situazione stia diventando invivibile.
“Prima la situazione non era così grave – afferma Veronica, la titolare di un'attività della via -. Tre anni fa, quando abbiamo aperto il locale, si stava comunque tranquilli. Sapevamo che di notte la zona era frequentata da qualche prostituta, ma non vivevamo la cosa come un problema. Adesso è ben diverso”.
Nell'ultimo anno, infatti, in particolare nel tratto che si trova alla fine della passerella, la presenza di donne e di trans è ormai una costante. Chi vende il proprio corpo si concentra in circa 300 metri, ma ormai da 2-3 persone si rischia di trovarsi di fronte a gruppi nutriti che destano più di una preoccupazione.
Ma non è tanto la prostituzione a dare problemi, ma tutto il giro che si crea intorno ad essa: intorno a mezzanotte arrivano 7-8 trans – probabilmente da fuori città, con il treno – e che si piazzano lungo la via e che spesso discutono tra loro o con i clienti”, sfiorando anche vere e proprie risse.
“Io ero stata la prima a dire che un incremento dell'illuminazione sarebbe stato importante e che avrebbe funzionato da deterrente – continua Veronica -. Invece abbiamo ottenuto l'effetto opposto: ora abbiamo questa illuminazione potente che viene utilizzata come “occhio di bue”, per farsi vedere meglio”.

Preoccupazione anche per lo spaccio

La preoccupazione, come accennato, è soprattutto rispetto “al giro” che si viene a creare, soprattutto legato agli spacciatori, a “clienti” o potenziali tali che spesso si dimostrano aggressivi, così come le risse o sfiorate tali si atra trans che tra trans e clienti.
“Il problema dello spaccio di droga è decisamente sentito – continua Veronica – anche dai residenti. Le persone che magari portano a spasso il cane si imbattono continuamente in siringhe sporche di sangue, uscire in tarda serata da soli non è mai raccomandabile, soprattutto d'estate, e sembra che nessuno riesca a fare niente”. Questo, oltre al fatto che spesso chi circola nella via rischia di imbattersi, come già accaduto, in scene di sesso alla luce del giorno, anche sulle panchine del piccolo parco giochi di via Lungonera.
Nonostante le continue segnalazioni sembra che le forze dell'ordine non riescano a limitare i problemi: “La polizia si è sempre dimostrata disponibile, ma ci dicono che anche loro non possono fare granché, se non in caso di flagranza”. Pare, inoltre, che anche in questo caso lo scaricabarile sia causa di ulteriori ritardi e difficoltà rispetto alla possibilità di intervenire, con il Comune che dice che la responsabilità sia della Questura e viceversa.
“Prima chiamavo la polizia praticamente ogni giorno, sono sempre stati disponibili, passando lungo la via ma senza poter intervenire concretamente. Questa estate ho presentato un esposto, che però è rimasto lì. Purtroppo sembra proprio che trovare delle soluzioni sia complicato. Fortunatamente la mia attività va bene, quindi su questo non posso lamentarmi, però la situazione sta diventando davvero insostenibile e sarebbe assurdo doversi spostare perché nessuno p in grado di tutelarci”.

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