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Quartiere San Lucio, pronti i soldi per completare i lavori necessari per la consegna degli alloggi

Melasecche: “Chiusi i rapporti con la vecchia ditta, ora dobbiamo aspettare la Regione per la demolizione delle altre palazzine”

Quella del quartiere San Lucio, a due passi da San Valentino, è ormai un'odissea che dura da anni. Alle criticità ataviche di un quartiere dalle molteplici sfaccettature e problematiche, si è aggiunta la difficoltà di realizzare quanto previsto dal Contratto di Quartiere 2, che risale al 2007, e la messa in liquidazione della ditta che aveva preso in carico la ristrutturazione delle palazzine destinate ad edilizia popolare dove, però, i lavori sono fermi dal 2017. Un cantiere aperto che, però, potrebbe essere smantellato presto, con la conseguente assegnazione degli appartamenti.

Proprio nei giorni scorsi, infatti, in una determinazione comunale, viene definita l'individuazione di quei 100mila euro necessari per permettere il completamento degli interventi, lasciati sospesi dalla ditta. In particolare, si tratta di azioni necessarie per permettere il collaudo delle abitazioni, essenziale per la consegna delle stesse.

“Si tratta di un passo essenziale nel quadro di riqualificazione del quartiere – afferma l'assessore ai Lavori pubblici Enrico Melasecche – ma, di certo, per attuare quanto è stato definito dal nuovo accordo con l'Ater sottoscritto a febbraio, dovremo aspettare la Regione”. E, considerando la situazione, con le elezioni previste per novembre, non sarà di sicuro un passaggio che potrà essere realizzato in tempi celeri.

“Per ora possiamo procedere per chiudere i vecchi lavori – continua Melasecche – ma poi la partita vera riguarderà gli interventi urbanistici, con la demolizione dei due edifici accanto a quelli ristrutturati”. Un'ipotesi, questa, che rientrava in un'idea progettuale esaminata anni fa, ma poi accantonata per i costi elevati. In quel contesto, alla fine, si era preferito optare per la riqualificazione dell'esistente e, infatti, le palazzine 4 e 5 sono state oggetto di interventi e un collaudo parziale del piano terra aveva permesso il trasferimento dei centri diurni della USL Umbria 2.

Ora, però, l'idea di rivoluzionare il quartiere è stata recuperata e inserita in un nuovo accordo tra Comune e Ater, per quale sarà necessario il via libera di Regione e Ministero: “I fondi ci sono – continua l'assessore -. Al posto dei due edifici ormai fatiscenti sarà realizzata una piazza e sarà recuperata l'idea di creare spazi per liuterie e botteghe artigiane, facendo diventare il quartiere un attrattore anche turistico. Con questo intervento vogliamo trasformare il quartiere che, attualmente, si configura come un ghetto a causa dell'assenza di vie di penetratone, con tutti i problemi del caso e che conosciamo bene”.

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