Martedì, 19 Ottobre 2021
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La testimonianza di una mamma: “C’è poco rispetto a Terni per le persone disabili”. I sacrifici fatti ed il bel gesto

Patricia Turilli in previsione dell’estate: “Mia figlia necessita di un sollevatore per poter fare il bagno in piscina”. Il gestore dell'impianto del Clt ha provveduto ad acquistarlo

Sacrifici fatti enormi, difficoltà e criticità notevoli. L’amore di ogni madre per i propri figli è così forte che prevarica ogni confine. Purtroppo però quando gli ostacoli sono dettati da aspetti imponderabili, è alquanto difficile tentare di superarli.  Mamma Patricia Turilli si confronta con una quotidianità irta di insidie: “Mia figlia – racconta – ha una disabilità fisica ed un ritardo cognitivo. Spesso purtroppo sono costretta a confrontarmi con la poca civiltà che c’è in giro. Ad esempio gli spazi dei parcheggi occupati da persone non disabili o le auto che sono appoggiate sopra i marciapiedi. Immaginate le difficoltà per fare delle passeggiate tra il peso della sedia a rotelle e quello della persona da trasportare. Occorrerebbe maggiore civiltà in questo senso”.

L’arrivo dell’estate e l’utilizzo delle piscine

La ripartenza, post emergenza, apre gli scenari auspicati: tra questi l’utilizzo di strutture adibite per trascorrere qualche momento in tranquillità: “Ogni estate frequentiamo la piscina del Circolo Lavoratori Terni”. osserva Patricia Turilli che è anche vicepresidente dell’associazione “Un volo per Anna”. Il motivo: “E’ la più completa. Un ampio parco, l’area dedicata ai bambini” oltre la collocazione ideale: “Se mia figlia infatti necessita di tornare a casa non posso allontanarmi molto dalla città. Ecco perché sono costretta a scartare tutte le altre soluzioni dei comuni limitrofi”.

La speranza: “Ho chiesto di poter installare un sollevatore. Potrebbe consentire a mia figlia di fare il bagno in autonomia senza l’ausilio di bagnini, personale o assistenti. Ogni anno che passa, crescendo, il peso aumenta come le difficoltà nel doverla sollevare. Naturalmente questa attrezzattura risulta utile a tutte quelle persone che si trovano nelle condizioni di doverla utilizzare. Al Clt mi trovo bene, davvero. Il sollevatore è l’unica speranza che ho per poterla portare in acqua”. Una speranza tramutata in realtà perché il gestore della struttura si è attrezzato, lo aveva ordinato già lo scorso anno ed è pronto ad installarlo per averlo a disposizione appena sarà possibile aprire la piscina.

Infine una riflessione a margine: ognuno di noi potrebbe iniziare a fare qualcosa per mamma Patricia e tutte le altre che ogni giorno affrontano le difficoltà quotidiane con grande dignità. Lasciare liberi i parcheggi per disabili ed i marciapiedi. Piccoli ma significativi gesti di senso civico.

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