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Turismo, Terni oltre la cascata: “buco” da migliaia di visitatori

Nel 2017 a Marmore sono stati staccati oltre 340mila biglietti d’ingresso, ma le presenze turistiche in città si sono fermate poco oltre quota 140mila. L’assessore Giuli: il primo step è il biglietto unico per il polo museale cittadino

Se i numeri dell’Istat dicono la verità, allora il turismo a Terni ha più di un problema. Perché la fotografia che emerge incrociando i dati dei “botteghini” disegna un buco. Meglio, una voragine. Che inghiotte decine di migliaia di turisti. Impedendo loro di andare oltre la cascata delle Marmore.

I biglietti

Tagliando più, tagliando meno, nel 2017 la cascata ha registrato circa 340mila ingressi: oltre 38 persone ogni ora, ogni giorno, hanno ammirato le bellezze del “salto” più alto d’Europa, vero tesoro di Terni, dell’Umbria e – perché no – dell’Italia intera. Scorrendo invece i numeri dell’Istat, alla voce “visitatori degli istituti statali di antichità ed arte” del Ternano, si scopre che nel 2017 i visitatori (paganti) sono stati 44mila. Non solo in drammatico calo rispetto a dieci anni prima (nel 1996 gli ingressi erano stati 115mila) ma in un numero profondamente inferiore a quello “trainato” dalla Marmore. Nonostante questo dato sia riferito, oltretutto, all’intero territorio provinciale e non solo alla città di Terni. A conferma del fatto che il “motore” Marmore non viene sfruttato per trascinare il comparto turismo della città dell’acciaio, si può leggere un altro dato. Nel 2017 le presenze turistiche rilevate nel Ternano (quindi, in tutto il comprensorio, con dentro anche Amelia, Narni o San Gemini) sono state poco oltre 141mila. Nel 2016 erano state 144mila. Marmore, insomma, funziona alla grande. Ma è un mondo a sé.

L’economia

Eppure, il turismo - assieme al commercio – rappresenta un pezzo importantissimo dell’economia cittadina. Rileva Confartigianato che le imprese attive nel settore dell’accoglienza siano 1.594, ossia il 7,4% del totale delle imprese ternane. E che turismo e commercio (5.611 imprese, il 26,1% del totale) rappresentino oltre un terzo (33,5%, 7.205) del monte complessivo delle realtà imprenditoriali attive sul territorio.

La proposta

“Intanto cominciamo con un primo e auspicabile step – spiega Andrea Giuli, assessore comunale con delega a turismo, cultura e marketing territoriale – mettendo in rete museo archeologico, pinacoteca De Felice, museo diocesano e anfiteatro”. L’idea è dunque quella di costruire un “biglietto unico”, cominciando da un “circuito urbano che componga un polo museale ternano” e che abbia una sua “segnaletica” e una sua promozione, dice Giuli. Per poi passare ad una fase successiva nella quale ipotizzare la possibilità per i turisti di visitare con un solo ticket tutte le bellezze della città, da Marmore a Carsulae. E perché no, da estendere poi a tutta la provincia.

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