Un gioiellino abbandonato: Collescipoli sedotto e disilluso

Un viaggio all'interno del borgo antico: numerose le problematiche emerse per una frazione che rappresenta uno dei gioielli della provincia di Terni

Collescipoli

Il sogno sfumato della cittadella universitaria sullo sfondo, in un contesto di paese sedotto e abbandonato. Doveva essere – e per certi versi lo è stato seppur per un periodo limitato – il polo di eccellenza universitario ternano. Le scelte adottate però sono state diverse e Collescipoli si è trovato senza una fonte vitale di sostentamento. Ora solo quasi esclusivamente alla dedizione dei residenti che l’antico borgo non è letteralmente lasciato a se stesso, anche se le problematiche non mancano.

Periferia e situazione esterna

Basta avvicinarsi a Collescipoli per constatare in che stato si trova il campo Bernardini: vegetazione rigogliosa sul terreno in terra battuta ed area adiacente. Spogliatoi ormai logorati, parte della struttura trasportata altrove e degrado un po' ovunque. Ricordiamo che la società sportiva, negli anni precedenti, era confluita con lo Junior Campomaggio dopo aver ben figurato nelle categorie dilettantistiche provinciali. Arrivati nei pressi della porta di ingresso si notano ancora erbacce ai lati della strada ed il parchetto ‘La Villetta’ in pessime condizioni. Appena più avanti, poco prima della fermata del bus, si notato altri giardini pubblici: “La manutenzione è stata fatta” – sostengono una coppia di residenti “Tuttavia si sono dimenticati di risistemare il divisorio che prima era presente. Così l’incolumità dei più piccoli è in serio pericolo in virtù della vicinanza della strada”. Avvicinandosi alle mura storiche ci si accorge come la manutenzione latiti. Ecco perché il ‘Gruppo di volontari di Collescipoli’ hanno organizzato una serie di interventi andati a buon fine: imbiancatura dell’ascensore, piantumazione per citarne un paio.

Attività commerciali, degrado nel centro storico

Il centro storico rappresenta un fiore all’occhiello di tutta la regione dell’Umbria. Eppure la presenza di buche è evidente in molte parti del centro abitato: “Gli abitanti a proprie spese pagano la pulizia del paese - sostengono i residenti – mentre le attività commerciali risentono della situazione che attraversa la frazione”. Dopo la chiusura del polo universitario, ora è presente un ateneo telematico, si sono ridotte le entrate derivate dal flusso di studenti e docenti. Ci sono due alimentari ed un circolo oltre che un pub – aperto il week end – e La Genga. In sequenza hanno chiuso i battenti una pizzeria, un bar ed una tabaccheria. Anche il ‘Conventino’ è ormai abbandonato mentre la chiesa di Santa Maria è sottoposta ad un’opera di ristrutturazione grazie al maggiore contributo della Fondazione Carit e dell’8x1000. Grazie all’attività della locale Pro Loco alcune iniziative vengono messe in calendario, tra queste la tradizionale festa dedicata al Santo patrono. Il borgo di Collescipoli ha salutato il Jazzit Fest, una manifestazione che ebbe un successo notevole ma la quale ora viene proposta altrove, un vero peccato. Ci sono tanti piccoli gioielli incastonati da dover valorizzare: dalla beccaccia di Garibaldi regalata ad un collescipolano fino alle meraviglie contenute nei propri palazzi antichi e chiese. Insomma sarebbe giusto prestare maggiore attenzione ad un paese che, in termini di fascino ed attrattività, avrebbe sicuramente il proprio peso. Basterebbe valorizzarlo.

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