Pentima cambia volto, ecco il campus del futuro

I dettagli e le foto del progetto di riqualificazione del polo universitario ternano: nuove aule, spazi per la ricerca e più servizi

Pentina, sede de

Una cittadella per lo studio e l'apprendimento ma anche un centro d'eccellenza nazionale ed internazionale per la formazione universitaria e la ricerca scientifica. Ecco gli obiettivi della "Ipotesi di riqualificazione architettonica ed energetica del cluster universitario di Pentima" elaborato dal Polo scientifico didattico di Terni dell'Università di Perugia per costruire "una cittadella per lo studio e l'apprendimento, distinta e distinguibile dalla città".

Un po' di storia

Il complesso architettonico di Pentima è sorto negli anni '60 ad opera della società Pro-Form del Gruppo Iri e venne destinato all'Ancifap (Associazione nazionale centri Iri formazione addestramento professionale) per attività didattiche di formazione e riconversione di personale operaio, quadri intermedi e tecnici. Il progetto venne redatto dall'architetto Enrico Del Debbio, già autore del Foro italico a Roma, in collaborazione con gli architetti Accolti Gil e De Grassi di Pianura. Il centro di Pentima sorge nelle immediate vicinanze dell'Ast su una superficie di circa 40.000 metri quadrati, di cui 20.000 coperti e la restante area costituita da strade, piazzali, impianti sportivi e zone verdi. Il complesso venne acquistato dalla Regione Umbria in tre distinti momenti per realizzare a Terni l'Istituto superiore per la ricerca e la formazione sui materiali speciali (Isrim) e per ospitare le attività didattiche universitarie che nel tempo si sono sviluppate.

La didattica

Nel 1991 viene attivato il corso di laurea in ingegneria dei materiali speciali che, unico per tipologia in Italia, nasce per soddisfare le richieste del territorio di figure professionali in grado di ricoprire ruoli tecnici e/o manageriali di alto profilo, in contesti industriali che richiedono la conoscenza approfondita delle scienze di base e dell'ingegneria. "Nel 1996 - è spiegato ancora nel progetto - arriva a Pentima anche il Duec, diploma in economia ed amministrazione delle imprese, che rimarrà nel sito fino al 2001, quando viene trasformato in corso di laurea e trasferito a Collescipoli. Nel 2001 il corso di laurea in ingegneria dei materiali diventa triennale più la specialistica" e nel 2004 "per rispondere alle nuove esigenze del territorio e del mercato del lavoro sia nazionale che estero, la laurea triennale in ingegneria dei materiali diventa ingegneria energetica e contemporaneamente viene attivato anche il corso di aurea in ingegneria gestionale". Nel 2009 la triennale da energetica diventa ingegneria industriale, assumendo la configurazione attuale e nel 2010 viene infine attivato anche il corso di laurea magistrale in ingegneria industriale.

La struttura e le criticità

Attualmente, attorno alla piazza - concepita come "il centro ideale del complesso" - si articolano i vari edifici: quello per gli uffici universitari e le due palazzine sede degli uffici e dei laboratori del dismesso Isrim. Restano "esclusi" da questo corpo principale la palestra, il centro di formazione professionale e la mensa - non in funzione - "unificati comunque da un'ulteriore corte condivisa, mentre il grande complesso ex officine, destinato attualmente alle aule ed ai laboratori di ricerca, occupa un luogo periferico del complesso architettonico. 
Il piano di riqualificazione, accanto alla fotografia della situazione esistente, identifica alcune carenze che il nuovo campus universitario dovrebbe riuscire a superare. "Le funzioni ospitate all'interno degli ambienti sono molteplici, ma risultano sbilanciate rispetto alla quantità di superfici a disposizione ed ai reali bisogni degli utenti. Le aree destinate ad uso universitario sono addirittura meno del 50% - diecimila metri quadrati a fronte dei ventimila complessivi - mentre il restante risulta essere inutilizzato dopo la dismissione dell'Isrim o con altra destinazione d'uso". Inoltre, il progetto sottolinea "l'inadeguatezza di luoghi indispensabili quali biblioteca e aule studio la cui superficie, sommata, supera di poco i cento metri quadrati, meno dell'1% complessivo. Da sottolineare invece la massiccia presenza dei laboratori - oltre duemila metri quadrati - per i quali potrebbe essere peraltro prevista un'ulteriore estensione grazie ai locali inutilizzati dall'Isrim".

La "rivoluzione"

La filosofia del progetto è dunque quella di creare un "nuovo cluster scientifico-formativo che prevede la compresenza presso il complesso di Pentima di tutti i corsi di laurea, sia di ingegneria che di economia, attualmente attivati presso il Polo scientifico-didattico di Terni" con la realizzazione di "nuove strutture per le attività didattiche e servizi dedicati". Accorpare tutti i corsi di studio potrebbe significare, ad esempio, liberare gli spazi adiacenti alla chiesa di San Valentino dove attualmente si trova Economia. Spazi che, in un prossimo futuro, potrebbero "essere sfruttati da Adisu per la realizzazione di uno studentato".
Il restyling - che dovrebbe poter contare sui fondi messi a disposizione nell'ambito degli interventi per l'area di crisi complessa - è previsto in tre stralci differenti. Il primo prevede l'ampliamento delle superfici destinate alla didattica con la realizzazione di 10 aule: 3 da 150 posti, 3 da 80 posti e 4 da 40 posti, oltre al recupero antisismico dell'aula magna e delle aule sottostanti, alla riqualificazione della mensa e della guardiania. Il secondo stralcio sarà dedicato alla sistemazione degli uffici mentre il terzo concentrerà i lavori sull'ex Isrim e dunque su tutta quella parte infrastrutturale destinata ai laboratori di ricerca.

E la "contaminazione"

A proposito di laboratori, è prevista la realizzazione di un "C-Lab" (Contamination Lab), cioè "uno spazio di aggregazione intellettuale per tutti gli studenti sia dei corsi di laurea che insistono su Pentima che, più in generale, per tutti gli studenti universitari del territorio, come punto di accumulazione per tutte le idee innovative della città e della regione". Non solo materiali innovativi, spazi ristrutturati, formazione e ricerca: il cluster di Pentima potrebbe anche essere occasione per creare un "opificio intellettuale" dove apprendere, confrontarsi, immaginare e magari creare nuove idee di sviluppo.

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