"In mezzo agli spacciatori, il viaggio all'inferno per salvare mia figlia"

Il racconto choc di una mamma: "A Terni una situazione incredibile, si trova droga ovunque con facilità e basso prezzo. Le ragazze pagano anche con il sesso le dosi". Ma da questa città parallela si può venire fuori

Lo spaccio di droga è diffuso a Terni

C’è una città parallela che si muove tra gli stanchi ritmi e le abitudini della realtà di provincia, una città che prende pericolosamente il sopravvento quando le luci si spengono e la notte nasconde quello che uno non vorrebbe mai vedere. Una città spesso raccontata dalla fredda cronaca ma che Anna (nome di fantasia, ndr) ha scoperto e vissuto in prima persona, in mezzo agli spacciatori, in un viaggio all’inferno per salvare la figlia. E da lì l’ha tirata fuori. Davanti a sé la ragazza, oggi poco più che maggiorenne, ha ancora una montagna da scalare ma che inquieta meno di quel vuoto che la madre vede ancora alle sue spalle. E che fa paura.

“Non mi sarei mai aspettata di vivere una cosa del genere, un inferno”, dice accettando di raccontare la sua storia a Terni Today con la garanzia dell’anonimato. “Per far conoscere quello che sta succedendo a Terni, per lanciare un messaggio ai giovani e alle loro famiglie che soffrono a causa della droga, entrambi vittime”. Perché Anna è una donna semplice, ha un lavoro normale, vive in un quartiere popolare di Terni, vive i problemi di coppia ormai divenuti di triste routine. Insomma potrebbe essere la vostra vicina di casa o la signora con la quale scambiate qualche chiacchiera dal parrucchiere, non certo un caso limite dove spesso si annida ed esplode il disagio. Circa tre anni fa la sua vita – e non solo la sua – viene sconvolta.

Un cambiamento preoccupante e la scoperta

“Mia figlia – racconta - era una ragazza solare, tranquilla, di buoni valori, almeno quelli che abbiamo provato a trasmetterle. E’ una bella ragazza, era brava a scuola. Poi ad un tratto ha cominciato a incupirsi, a isolarsi. Non so se si possa parlare di ‘bullismo’ ma a scuola, diceva, veniva emarginata dalle amiche perché la consideravano ‘secchiona’. E lei odiava essere considerata tale”. Cominciano le liti con le amiche, le prime delusioni di amore, la ragazza - allora minorenne - non è più la stessa, non ha più voglia di studiare e anche se supera brillantemente l’esame di maturità non vuole continuare gli studi. Si iscrive a scuola guida ma salta le lezioni, è introversa e taciturna, resta spesso a casa da sola, cambia spesso amicizie e comitive, gente che la madre non conosce. “Ma sono adolescenti e questo è un periodo particolare della vita, ci siamo detti”. Ma il cambiamento era stato troppo repentino e troppo preoccupante. “Per lavoro ero spesso fuori casa quasi tutto il giorno, la lasciavo e la ritrovavo a dormire sempre sul divano. A volte stava fuori fino a tardi e visto che non ha la patente la andavo a prendere anche alle 3-4 di notte. Avevo il sospetto che potesse farsi qualche spinello ma un giorno mi sono decisa e di nascosto gli ho preso le urine e le ho fatto esaminare. C’erano tracce di cocaina ed eroina".

Eroina da sniffare e fumare, dovunque e a basso prezzo

"Oggi i ragazzi le mischiano – prosegue – il buco non è più di moda (ma sono sempre di più i ritrovamenti di siringhe abbandonate in città, ndr), l’eroina viene sniffata o tirata attraverso delle bottiglie di plastica tagliate appositamente. Una volta mentre pulivo ne ho trovato una sotto il suo letto insieme a dei pezzi di carta stagnola. Segno che si drogava anche in casa insieme agli ‘amici’”. Una volta scoperta la reazione è scomposta. “Mi diceva che eravamo noi i malati, che le avevamo dato poche attenzioni perché lavoravamo sempre. Mi ha fatto venire i sensi di colpa ma noi abbiamo sempre cercato di seguirla, di starle vicino. Ho sofferto tantissimo e continuo a stare male".

Anna prova a fermare la ragazza, a impedirle di uscire, litigano spesso anche in maniera fin troppo vivace. "Ma non ce la facevo a trattenerla e non la potevo certo legare a casa", dice. Così decide di seguirla, di pedinarla, di cominciare il suo viaggio nella Terni parallela. A volte viene vista dalla figlia, a volte no e scopre la dimensione dello sballo nella Conca e i suoi protagonisti.  "Terni è diventata una cosa incredibile - continua - si può trovare droga ovunque con estrema facilità e a basso prezzo. Nei giardini pubblici, in piazza dei Bambini e delle bambine, in piazza San Pietro, via Carrara, a Borgo Bovio nella zona di via Tre Venezie. Anche se non la cerchi ti trovano loro, gli spacciatori ti vengono vicino e te la offrono. Una volta mi è successo anche alla stazione mentre aspettavo mia figlia. Io che non ho fatto mai nemmeno una canna in vita mia. Poi Terni è piccola, queste persone le riconosci, lo capisci. Me ne sono accorta io figuriamoci chi lo fa di mestiere".

Sesso in cambio delle dosi

"Ci sono anche italiani che spacciano - prosegue la signora - ma è evidente che la maggior parte di loro sono stranieri, soprattutto tunisini, marocchini e nordafricani. Fanno i 'messaggeri' in bici, se vuoi ti consegnano la droga anche a domicilio, una volta l'hanno portata anche a mia figlia sotto casa. Portano tutti dietro i coltelli, è normale? In un modo o nell'altro trovano il modo di farsi pagare. Mi hanno raccontato che a volte trattengono i documenti a chi non paga e se c'è qualche bella ragazza tra le clienti, beh diciamo che trovano il modo di sdebitarsi. Non ho modo di pensare che lo abbia fatto anche mia figlia e sinceramente non voglio nemmeno pensarci".

Le richieste di aiuto

Il "viaggio" di Anna dura circa un anno tra gli alti e bassi della figlia che a un certo punto sembra essersi quasi tirata fuori dal giro salvo poi ricaderci. Un periodo di tempo nel quale la madre chiede aiuto senza tuttavia trovare una soluzione. "Ho chiamato il Sert - racconta ancora - ma mi hanno detto che lì i ragazzi devono andarci volontariamente. Ma un giovane la cui vita viene sconvolta dalla droga non capisce che deve curarsi almeno fino a quando non rischia di morire. E allora cosa fanno ai Sert? Curano i drogati con un'altra droga, il metadone, con cui i tossicodipendenti diventano larve umane, gli si ammala la mente e diventano malati psichiatrici che hanno continuo bisogno di psicofarmaci. Perché in fondo chi si droga ha un malessere dell'anima, va aiutato e non emarginato". La donna prova anche con le forze dell'ordine. "Ma non la potevano arrestare perché avrebbero dovuto trovarla a spacciare e lei non spacciava. Ho chiesto loro almeno di controllarla, di metterle paura. Ma niente". 

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La speranza in comunità

Alla fine, informandosi su internet, decide di rivolgersi a una comunità di recupero. "Ero scettica - dice - ma gli operatori di questo centro sono venuti a casa, sono stati due giorni, hanno parlato con lei e con me e alla fine l'hanno convinta. Da qualche giorno è entrata in comunità e spero che possa farcela a venire fuori". E il pensiero, oltre alla figlia, va ad altri genitori e figli che vivono la Terni parallela, quella che fa paura. "Ultimamente vedo che ci sono molti più controlli - dice - e spero che siano efficaci. Ma anche le forze dell'ordine hanno le mani legate perché spesso gli spacciatori vengono arrestati ma il giorno dopo sono già fuori. Serve invece maggiore prevenzione a partire dalle scuole ma non a spot, servono interventi duratori che non vengano dimenticati". Come il suo viaggio all'inferno.     

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