Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

L'Umbria ritorna a correre dopo la crisi da Covid: in inverno altri 10mila posti di lavoro. I settori in crescita

Un contratto su due sarà a tempo determinato. Il 30 per cento delle offerte riguardano under 30

Accelera la domanda di lavoro del sistema delle imprese umbro, sostenuta dalla buona risalita post covid dell’economia regionale. Per il lavoro in Umbria, l’autunno si apre in positivo sia per quanto riguarda la domanda di lavoro delle imprese umbre (settore agricolo escluso) sia nel mese di settembre in corso, che nel trimestre settembre-novembre 2021. E’ quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

“Saranno 5.940 le assunzioni programmate dalle imprese per il corrente mese di settembre – riporta Giorgio Mencaroni Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria – e saliranno a 16.430 unità nel trimestre da settembre a novembre 2021. In forte progressione settembre 2021 sullo stesso periodo dell’anno scorso: +82,7%, pari, in valore assoluto, a 2.690 entrate al lavoro in più”. Pressochè identica la crescita che interesserà il trimestre settembre/novembre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020: +80,1%, equivalente a + 7.310 previsioni di assunzione. Sottolinea Mencaroni: “Sono dati questi che ci riportano, superandoli, a quelli del 2019, l’anno prima della crisi da Covid 19, quando nel trimestre settembre-novembre le previsioni occupazionali del sistema delle imprese umbro toccarono le 13.690 unità. Che oggi abbiamo superato del 20%, pari a 2.740 nuove assunzioni. Dunque oltre il Covid”.

La domanda di lavoro appare composta prevalentemente dai contratti a tempo determinato con 2.970 unità, pari al 50% di tutte le entrate programmate a settembre. Seguono i Contratti a tempo indeterminato, 1.188 (il 20%), quelli di apprendistato (416, il 7%), altri contratti dipendenti (297, il 5%), contratti di somministrazione (594, il 10%), altri contratti non dipendenti (356, il 6%), contratti co.co.co. (118, il 2%). Atrainare la domanda di lavoro ci sono sicuramente i Servizi di Alloggio e Ristorazione e le attività turistiche con 1.010 entrate al lavoro programmate (il 17% del totale); segue il Commercio con 980 entrate (16,4%), i Servizi alla Persona 710 (12%), i Servizi alle Imprese con 470 nuove entrate, pari all’8%, le Costruzioni 470 (8%). Le entrate al lavoro di settembre ’21 si concentreranno per il 65% nel Settore dei Servizi e per il 68% in piccole e medie imprese, cioè quelle con meno di 50 dipendenti. Per una quota pari al 29% del totale, le assunzioni previste interesseranno giovani con meno di 30 anni, mentre l’11% sarà destinato a personale laureato.

“Sempre più seri i problemi collegati al mismatching, il fenomeno di disallineamento tra le competenze richieste dall’azienda e le competenze disponibili sul mercato. In Umbria – nota Mencaroni - siamo a livello di 40,3 casi su 100, in cui le aziende prevedono di incontrare difficoltà nella ricerca di lavoratori in grado di coprire un determinato posto di lavoro. Parliamo di 2.393 possibili entrate al lavoro sulle 5.940 del mese di settembre. Un dato fortemente negativo 4 punti sopra la media nazionale (36,4%) e oltre sei punti oltre quella del Centro Italia”. 

Il mondo del lavoro è entrato a pieno titolo nella fase della digitalizzazione: sicuramente è stata la situazione pandemica ad accentuare questo processo, trovando comunque terreno fertile in un mercato del lavoro che necessità di professionalità sempre più avanzate. Ma due rimangono le grandi criticità: da una parte abbiamo giovani diplomati che, pur avendo un titolo di studio, non riescono a collocarsi nel mondo del lavoro in quanto il profilo professionale da loro offerto in molti casi non è richiesto dalle imprese e dall’altra siamo di fronte al forte disagio sociale dei ’Neet’ (persone non impegnate nello studio, nel lavoro né nella formazione, che in Umbria hanno raggiunto quota 20.000). In questi anni abbiamo constatato che i giovani usciti dopo aver frequentato gli Istituti tecnici superiori (Its) hanno trovato risposte occupazionali raggiungendo circa il 90%. Di fronte a questi dati non possiamo che affermare che gli Its sono stati il vero collante tra il mondo della formazione ed il mondo del lavoro.

Senza dire che certe professionalità è comunque molto difficile reperirle – penso al settore del turismo – proprio per mancanza di candidati. Dal Borsino Excelsior di settembre ’21 risulta che il 17% delle assunzioni sarà destinato a Dirigenti, Specialisti e Tecnici, quota che dopo un recupero nel mese scorso torna ad allontanarsi dalla media nazionale del 23%. Le imprese umbre con più di un dipendente che hanno previsto assunzioni nel mese di settembre ’21 e nel trimestre settembre – novemebre ’21 saranno pari al 12% del totale.

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