Economia

Ast-Arvedi, Tesei: “Sito fondamentale per il territorio: presto tavolo al Mise”

La presidente a Terni per l’incontro organizzato dalla Regione: “Ho parlato con i nuovi proprietari, a breve incontro sul territorio. Auspicabile ritorno al Magnetico”. Le reazioni politiche

“Ho parlato di recente al telefono con il cavalier Arvedi: c’è la garanzia di un piano di sviluppo per il sito e del mantenimento, se non dell’incremento, del piano occupazionale. A breve avremo anche un incontro al Mise e qui a Terni: l’Ast ha una importanza strategica per il territorio”. Così la governatrice dell’Umbria Donatella Tesei ha fatto il punto della situazione sulla vendita di Ast ad Arvedi, ufficializzata nei giorni scorsi. 

Nelle sale di Palazzo Gazzoli si sono ritrovati i rappresentanti dell’assemblea legislativa dell’Umbria, il sindaco di Terni Leonardo Latini e gli esponenti di sindacati e parti sociali per l’evento intitolato “Il futuro di Ast e lo sviluppo industriale ed occupazionale della conca ternana”. 

Tesei “La vendita di Ast ad Arvedi - spiga la Tesei - è un’occasione molto importante per l’economia di Terni, lo sviluppo e l’ambiente di tutta l’Umbria, visto il ruolo strategico che gioca l’acciaieria a livello regionale. Sono molto fiduciosa sul futuro, perché sono previsti investimenti importanti e ci sono tutti i segnali perché non solo questo sito rimanga, ma possa prevedere uno sviluppo importante per la città. Ho sempre seguito fin dal primo momento questa vicenda - ha sottolineato la Tesei - e tutto l’iter che porterà definitivamente alla vendita. Come è giusto fare in situazioni di questo genere, confronto e interlocuzione sono avvenuti in modo istituzionale e senza troppo clamore, perché sappiamo che si tratta di una vendita che coinvolge multinazionali soggette a delle procedure molto particolari. Non a caso ora siamo nella fase della verifica dell’Antitrust. I contatti costanti continui sia con il ministero dello Sviluppo economico che con il management dell'azienda hanno accompagnato questo percorso. Oggi sono molto contenta che ci sia Arvedi, di chiaro indirizzo industriale”. La Tesei, sul fronte dei volumi, ha auspicato “l’incremento dei numeri e il ritorno anche al reparto Magnetico”. 

Latini “Abbiamo monitorato i passaggi di questa delicata fase della vendita di Ast a tutti i livelli istituzionali e adesso attendiamo il completamento della procedura con l’intervento dell’antitrust e la presentazione del piano industriale”. E’ quanto ha sostenuto il sindaco Latini. “Fin d’ora è comunque chiara ed evidente la necessità di mantenere alta l’attenzione con il Governo per seguire le ricadute su questa vicenda delle strategie nazionali e internazionali, ma allo stesso tempo occorre instaurare rapporti diretti tra le istituzioni locali e la futura proprietà di Ast, perché sul tavolo ci sono una serie di temi importantissimi se non decisivi per il futuro della città, del territorio ternano e dell’intera regione. Rapporti rispetto ai quali sono convinto, anche per le interlocuzioni già avute, la nuova proprietà non si tirerà indietro e che riguardano, oltre ai temi centrali della tutela e del rilancio del sito produttivo e dell’occupazione, anche le questioni altrettanto importanti dell’ambiente e delle infrastrutture considerando gli investimenti in corso e quelli che ci prepariamo a fare. Mi auguro che in questa nuova fase che ci apprestiamo ad affrontare ci sia spazio anche per confrontarci sulle questioni dello sviluppo e dell’innovazione nel rispetto della tradizione del nostro territorio e della sua storia industriale. Il futuro di Ast – ha concluso Latini - resta dunque determinante per la nostra città, ma insieme a questa partita stiamo giocando anche quella del polo chimico. Tenendo ben presenti le opportunità del Pnrr, possiamo e dobbiamo gettare le basi per un nuovo sviluppo complessivo della vocazione industriale della città”.

I punti Nell’ambito degli altri interventi, Emilio Trotti della Fim Cisl ha messo in evidenza alcuni degli scenari futuri. “Ovviamente restiamo in attesa del piano industriale - ha spiegato il sindacalista - da cui avremo contezza delle progettualità da mettere in campo da parte della nuova proprietà. Una prima riflessione può essere fatta comprendendo per esempio se Ast resterà esterna da Arvedi o se sarà dentro Arvedi. Questa sarà una prima discriminante, perché da queste due ipotesi potrebbero dipendere scenari diversi anche a livello occupazionale”. Sul fronte dei volumi, l’attenzione in questa fase è in particolare sull’area a caldo “che non marcia ancora a pieno regime”. 

Fioroni “Con l'acquisto di Ast da parte del gruppo Arvedi prende corpo la filiera italiana dell’acciaio, un elemento non banale ma che attribuisce un ruolo importante a Terni e all'Umbria”. Così l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Fioroni. “C'è necessità di fare in modo di ottenere garanzie sul piano occupazionale e di welfare aziendale. Siamo ancora in una fase di costruzione, in cui ciascuno ha il suo specifico ruolo”. Per l’assessore la cessione di Ast ad un gruppo italiano è comunque un “elemento di garanzia”. 

Paparelli “La giornata di oggi è un punto di partenza, in cui le istituzioni non possono più tirarsi indietro come fatto fino ad adesso”. E’ quanto ha detto il portavoce delle minoranze in Assemblea legislativa, Fabio Paparelli del Pd. “Da oggi in poi - ha spiegato - si decideranno le sorti future di questa parte dell'Umbria e dell'intera regione. Perché nella fase che ci attende fino al closing, previsto a gennaio, ci sarà da gestire la transizione in termini di sicurezza e continuità degli investimenti, ci sarà la necessità di aprire un confronto serrato con il gruppo per il piano industriale che verrà”. Per questo il portavoce delle opposizioni ha sottolineato di aver “chiesto rapidamente la convocazione di un tavolo alla presidenza del Consiglio dei ministri con le parti sociali e con le istituzioni”.

Carissimi “Solo sognando e volendo Ast verde, internazionale, inclusiva, moderna e sicura potremo sostenere nel futuro un’azienda che diventi protagonista dell’imprenditoria e del lavoro umbro e che costituisca, allo stesso tempo, una guida e un modello all’interno di una Regione che fa del green il suo simbolo con evidenti ritorni in salute, turismo, economia e benessere”. E’ l’intervento del consigliere regionale della Lega Daniele Carissimi. “I dati sono della produzione dell’acciaio sono incoraggianti”, dice Carissimi, che però mente in guardia contro la minaccia della delocalizzazione e delle difficoltà della transizione energetica che mette a rischio la sopravvivenza delle aziende. “Il cambiamento auspicato dal PNRR dovrà essere accompagnato da misure che consentano alle imprese del settore di mantenere le marginalità per investire”. 

De Luca Per Thomas De Luca, consigliere regionale del M5S intervenuto al dibattito “la politica ridotta a mero atto notarile in una città assopita e silente". “Se la presidente Tesei e i suoi assessori avessero esposto nel 2014 i contenuti del loro intervento di oggi sulla vendita di Ast ad Arvedi, avremmo avuto una sommossa popolare. Governance, rapporti con il governo, investimenti, nuove infrastrutture: tutto è rimasto esattamente uguale ad allora. Oggi la giunta regionale è venuta a portare i suoi auspici, ma in realtà servono impegni precisi. I governi fanno le strategie, gli imprenditori fanno i piani industriali: queste le parole che abbiamo sentito dire ai rappresentanti del governo regionale. Preoccupati del fatto che le trattative tra privati non possono avere ingerenze, i membri della giunta presenti a Terni hanno confermato che in questi casi, secondo loro, è meglio non disturbare il manovratore e farsi gli affari propri. Ecco la politica che viene relegata ad un ruolo notarile, di mera ratifica di ciò che viene deciso altrove sulla pelle dei cittadini, dei lavoratori e delle loro famiglie. Non è propriamente una questione privata l'impatto ambientale e sulla salute che le Acciaierie hanno per i cittadini di Borgo Bovio. Così come non è una questione privata di Erg che fine fanno i 9 milioni di euro dei canoni idrici”.

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