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Martedì, 17 Maggio 2022
Notizie dall'Umbria

Va al bar con gli amici dopo aver timbrato, condannato dipendente comunale assenteista

Per la Corte dei conti deve restituire al Comune di Foligno oltre 12mila euro per la assenze ingiustificate dal lavoro

Va al bar con gli amici in orario di lavoro in Comune dopo aver timbrato l’ingresso al lavoro, ma viene anche filmato dalla Guardia di finanza. La Corte dei conti dell’Umbria ha condannato un dipendente del Comune di Foligno a risarcire l’ente per le assenze ingiustificate e lo stipendio percepito senza lavorare.

La Procura contabile di Perugia ha citato in giudizio un dipendente comunale, ma autorizzato a svolgere la funzione di assistente di un gruppo consiliare, perché “avrebbe attestato falsamente la propria presenza in servizio inducendo in errore il Comune di Foligno in ordine alla esecuzione della prestazione lavorativa, con particolare riguardo al lungo periodo per effettuare l’inventario dei beni da passare in consegna e all’omessa disposizione delle proprie energie lavorative”.

Secondo l’accusa “le ore di assenza del ... sarebbero state ampiamente superiori” a quelle necessarie a svolgere l’incarico di assistente al gruppo. In una occasione il dipendente “era stato anche filmato dai militari della Guardia di finanza mentre si intratteneva presso un bar di piazza della Repubblica unitamente ad altre persone durante, nonostante la formale presenza in servizio in base ai cartelli di presenza”.

La Procura ha, quindi, chiesto la condanna del convenuto al pagamento di 5.413,37 euro per danno da indebita percezione della retribuzione e 7.392,88 euro per danno d’immagine, per un totale di 12.806,25 euro.

I giudici contabili hanno ritenuto come dagli atti di indagine emerga “chiaramente come il convenuto abbia tenuto una condotta assenteistica intenzionalmente diretta a non effettuare la prestazione lavorativa nei termini disposti dal datore di lavoro pubblico” e come “pur sollecitato più volte via mail, fino alla fine del mese di luglio, non si sia mai presentato sul posto di lavoro, alternando l’assenteismo a giorni di malattia e godendo le ferie sino al 13 agosto 2015”.

Dall’indagine emerge anche che il dipendente avrebbe posto in essere “la sua condotta, consistita nel procedere alla timbratura del badge ovvero alla timbratura incompleta, per un periodo di 45 giorni in tre mesi, attestando falsamente la propria presenza sul posto di lavoro e inducendo in errore il Comune di Foligno”, procurandosi “un ingiusto profitto consistente nella percezione della retribuzione per i predetti giorni di assenza”.

Da qui la condanna al pagamento di 12.806,25 euro, alle spese legali sostenute dal Comune di Foligno e alle spese processuali.

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