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Lunedì, 4 Marzo 2024
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Case popolari in Umbria, c’è il regolamento per i nuovi canoni di affitto: tutte le cifre

Alzata la soglia di protezione sociale, le quote mensili non potranno superare i 500 euro per i redditi più alti. L’assessore Enrico Melasecche: “Superiamo in maniera strutturale le inaccettabili distorsioni derivanti dall’applicazione secca dell’Isee. Applicazione già da inizio 2024”

Introduce un nuovo meccanismo di calcolo del canone di locazione degli alloggi di edilizia residenziale sociale pubblica, non più incentrato esclusivamente sul valore dell’Isee come stabilito dalla normativa del 2019, il nuovo regolamento in materia preadottato oggi dalla giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore alle politiche della casa Enrico Melasecche.

Nella disciplina di Palazzo Donini relativa a “Criteri, parametri e modalità per la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale sociale pubblica” è stata innalzata la fascia Isee di “protezione sociale” a 6.500 euro (rispetto al precedente valore di 6.000 euro) così da ampliare il numero dei nuclei familiari maggiormente disagiati cui viene applicato il canone di affitto più basso.

Per evitare sperequazioni e penalizzazioni, è prevista inoltre una divisione in sottofasce all’interno dell’area “amministrata” con una particolare attenzione riservata alle famiglie con un solo componente (fascia di Isee da 6.500 a 12.000 euro).

I nuclei assegnatari vengono raggruppati in tre aree omogenee. L’area di protezione sociale (PS): ricomprende le famiglie economicamente più deboli che presentano un Isee minore o uguale a 6.500 euro, per le quali il canone è commisurato esclusivamente all’indicatore Isee senza tenere conto del canone oggettivo dell’alloggio. L’area di protezione sociale è ripartita in due sottofasce:

con Isee minore o uguale a 3.000 euro con un canone annuo fisso pari a 600 euro (50 euro di canone mensile); con Isee maggiore di 3.000 euro e minore o uguale a 6.500 euro con un canone annuo pari all’11% dell’Ise_Erp (il nuovo meccanismo di calcolo) con un canone annuo minimo pari a 780 euro (65 euro di canone mensile).

L’area amministrata (AA) ricomprende gli assegnatari che hanno un Isee superiore al limite dell’area di protezione sociale e inferiore o uguale al limite per la permanenza negli alloggi di Ers pubblica (30.000 euro). Per quest’area, il canone di locazione è determinato sommando una quota percentuale del canone oggettivo dell’immobile locato, determinato in base a vari parametri, con una quota percentuale dell’Ise_Erp del nucleo familiare. Per garantire la massima gradualità del canone applicato rispetto alla situazione economica della famiglia assegnataria, questa area è ripartita in tre sottofasce (A1 – A2 – A3).

L’area di decadenza (AD) ricomprende i nuclei familiari che superano il limite per la permanenza negli alloggi di edilizia residenziale pubblica (30.000 euro). Può essere convenzionalmente definita come un’area di “parcheggio” in attesa di uscire dal patrimonio di Ers pubblica, in quanto, secondo la normativa regionale, qualora la capacità economica dei nuclei assegnatari appartenenti a tale area permanga al di sopra del limite per tre anni, anche non consecutivi, negli ultimi cinque anni, il Comune è tenuto a dichiarare la decadenza dall’assegnazione, anche su richiesta dell’Ater regionale.

Per le ultime due sottofasce dell’area amministrata (A2, con Isee maggiore di 12.000 euro e minore o uguale a 20.000 euro, A3 con Isee maggiore di 20.000 euro e minore o uguale a 30.000 euro) e per l’area di decadenza, sono stati previsti limiti massimi del canone di locazione. Una previsione che non era presente nel precedente regolamento regionale e costituiva un ulteriore aspetto critico che ora può così considerarsi superato.

In particolare, per la fascia area amministrata A2 il canone di locazione annuo non può superare il limite massimo di 4.800 euro (400 euro canone mensile); per la A3 non può essere superato il limite massimo di 5.400 euro annui (450 euro canone mensile). Per gli assegnatari che rientrano nell’area di decadenza, il canone di locazione annuale non può essere superiore a 6,000 euro (500 euro canone mensile).

“Un giusto algoritmo di calcolo – spiega Melasecche – che garantirà ai nuclei familiari più bisognosi una casa con canoni di affitto maggiormente equi, superando in maniera strutturale le inaccettabili distorsioni derivanti dall’applicazione secca dell’Isee prevista dalla giunta regionale precedente e alle quali fino a tutto il 2023 abbiamo fatto fronte con un calmiere in regime transitorio al fine di scongiurare pesanti conseguenze economiche per le famiglie già gravate da crisi e aumenti di costi energetici e prezzi”.

“Una riforma di grande valenza sociale – prosegue l’assessore – alla quale siamo pervenuti grazie all’ottimo lavoro svolto al tavolo tecnico fra Regione, sindacati degli inquilini e Ater, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica, da me istituito per affrontare le tante problematiche degli affittuari e concordare una ipotesi di modifica del regolamento regionale del 2019. E proprio l’accordo raggiunto al tavolo nell’agosto scorso, prendendo in considerazione le richieste dei sindacati degli inquilini, approfondite in riunioni con l’Ater, è alla base del nuovo regolamento”.

“La riformulazione della disciplina dei canoni di locazione risponde allo stesso tempo al principio della sostenibilità dei bilanci dell’Ater – rileva l’assessore Melasecche – Una condizione indispensabile, questa, per continuare a dare le risposte più efficaci dove la tensione abitativa è maggiore attraverso l’attuazione del piano concordato dalla Regione e dall’Ater che, con grande sforzo e un rilevante lavoro, sta consentendo di incrementare il numero di alloggi da mettere a disposizione, il loro miglioramento qualitativo anche dal punto di vista energetico, con vantaggi economici anche per gli assegnatari, così come la rigenerazione urbana e sociale di alcune periferie cittadine”.

“Rispettando l’impegno assunto all’ultima riunione del tavolo tecnico – sottolinea inoltre l’assessore – abbiamo riformulato il regolamento sui canoni di locazione entro dicembre. Ora l’iter prosegue con la trasmissione alla competente commissione dell’assemblea legislativa per il parere obbligatorio ma non vincolante ed auspichiamo un pronunciamento in tempi il più possibile ravvicinati, così da poter applicare già da inizio 2024 la nuova normativa”.

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