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Politici “spiati”, l'inchiesta sul dossieraggio illecito sul tavolo del procuratore Cantone

Un finanziere dell’antimafia accusato di accesso abusivo al sistema di controllo delle operazioni fiscali sospette: indaga la procura di Perugia

Matteo Renzi, Giuseppe Conte, Rocco Casalino, i ministri Crosetto e Santanché e altri politici sarebbero stati oggetto di un dossieraggio illecito. È l’ipotesi sulla quale sta indagando la procura di Perugia, con sviluppi seguiti personalmente da Raffaele Cantone, il procuratore capo dell’ufficio giudiziario umbro.

La notizia è riportata dall’edizione odierna di Corriere della Sera e Repubblica. Gli accessi abusivi al sistema sarebbero stati effettuati da un ufficiale della guardia di finanza alla banca dati delle Sos, le segnalazioni di operazioni “sospette” che partono dalle banche e finiscono agli inquirenti. L’indagine è scattata dopo una denuncia presentata dal ministro della difesa, Guido Crosetto, in seguito alla divulgazione di dati che lo riguardavano in relazione alle consulenze con Leonardo. Anche le notizie che riguardano la compravendita di una villa da parte del ministro Santanché sono finite nell’indagine.

Per competenza il fascicolo, in quanto tali operazioni vengono autorizzate dalla magistratura, è stato trasmesso a Perugia. Al momento, però, non risultano autorizzazioni dai giudici.

Il finanziere che ha ammesso gli accessi dicendo che si trattava di una pratica abituale, era addetto alla direzione nazionale antimafia, dove non lavora più ed è indagato per accesso abusivo a sistemi informatici.

La nota della Procura di Perugia

“Effettivamente questo ufficio è titolare di un’indagine originata da una denuncia presentata nell'ottobre 2022 a Roma dal ministro della difesa, onorevole Guido Crosetto, a seguito della pubblicazione su alcuni giornali di notizie riservate relative alla sua precedente attività professionale.

Le indagini svolte in un primo momento dalla procura di Roma avevano portato ad individuare quale autore di alcuni accessi a banche dati pubbliche da ritenersi presumibilmente non leciti un appartenente alla guardia di finanza, in forza al nucleo di polizia valutaria di Roma ma distaccato ad operare presso un gruppo di lavoro che si occupava dello sviluppo di segnalazioni di operazioni sospette (Sos) presso la procura nazionale antimafia.

Il soggetto era stato doverosamente iscritto nel registro delle notizie di reato per il delitto di cui all’art. 615 ter c.p. e dopo l’interrogatorio dell’indagato, che aveva rivendicato la piena correttezza del suo operato, essendo emersi dalle investigazioni svolte anche ulteriori possibili accessi non leciti, il procuratore della Repubblica di Roma, previa una riunione di coordinamento e in pieno accordo con lo scrivente, trasmetteva, nell’aprile di questo anno, il fascicolo a questo ufficio, per le valutazioni di competenza ai sensi dell'art. 11 bis c.p.p.

Da aprile l’ufficio sta proseguendo, in assoluta riservatezza, le indagini preliminari, che si sono ovviamente estese rispetto all’ipotesi originaria di violazioni di notizie riservate in danno del ministro Crosetto e sono state già sentite numerose persone ed esaminata una rilevante quantità di documenti.

Le indagini sono state, in particolare, delegate al nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza di Roma, che oltre ad avere la piena fiducia dell’ufficio, ha le necessarie e idonee competenze e il cui comandante, in accordo con lo scrivente, ha individuato un pool di investigatori che sta procedendo agli accertamenti con particolare rigore e speditezza, in quanto è auspicabile che esse siano concluse in tempi più rapidi possibili.

Gli accertamenti vengono condotti con la piena collaborazione e in totale sintonia con il procuratore nazionale antimafia che aveva, già prima dell’avvio delle indagini, provveduto a riorganizzare radicalmente il servizio Sos.

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